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Petrolio: raid ribassista. Per l'AIE è difficile una decisa flessione dei prezzi a breve
Di Alberto Susic
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Si allentano almeno in parte le tensioni sul circuito del Nymex a New York, dove quest'oggi i prezzi del petrolio hanno vissuto una giornata tutta in discesa, muovendosi all'interno di un range di oltre quattro dollari. Dopo l'ennesimo record storico segnato ieri a ridosso dei 120 dollari al barile, le quotazioni, allontanatesi da questa soglia già al close di ieri, hanno perso con decisione terreno quest'oggi. Si è avuto infatti un vero e proprio radi ribassista che ha portato a segnare un minimo intraday poco sotto i 115 dollari. Il future con scadenza giugno ha concluso gli scambi a non molta distanza da quest'area, terminando le contrattazioni a 115,6 dollari, con una flessione del 2,7%. A favorire le vendite, oltre ad alcune inevitabili prese di beneficio, ha contribuito anche la ripresa delle attività in una raffineria in Inghilterra, dopo l'interruzione della produzione registrata ieri.
I prezzi hanno inoltre ceduto terreno in attesa del report settimanale sulle scorte Usa che sarà diffuso domani pomeriggio dal Dipartimento dell'energia statunitense. Intanto quest'oggi il capo economista dell'Agenzia Internazionale dell'energia ha dichiarato che sarebbe difficile ipotizzare una decisa flessione dei prezzi del petrolio nei mesi a venire, ritenendo troppo ottimistica un'ipotesi di questo tipo nel breve.
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