|
Cambi: Scenari Immutati Sull'Fx (Analisi)
|
|
(ASCA-SALEX) - Roma, 29 giu - Il dollaro americano e' rimasto
relativamente debole nella giornata di venerdi', rimanendo in
trading range contro euro (1.4041-1.4119) e contro yen
(95.04-95.57). I mercati equity sono rimasti in laterale,
dopo la discesa correttiva dell'ultima settimana con lo
S&P500 che ha chiuso leggermente in negativo dello 0.15%. Ci
troviamo di fronte ad un mercato che, a parte poche eccezioni
(si vedano gli emergenti, con Aud e Nzd in testa), si trova
in fase di stallo e nulla sembra poterlo smuovere.
Ci si muove all'interno di confini ben definiti senza che
nasca nessun nuovo trend. La volatilita' rimane comunque
elevata e questo fa si che il trader intraday si trovi in un
terreno ideale per poter operare con operazioni di breve
periodo sfruttando l'analisi tecnica.
Le ultime correlazioni mostrate dai mercati rimangono ancora
valide e ci troviamo al cospetto di un dollaro che e' ancora
visto come riserva internazionale (la lieve ripresa della
Cina - grande detentrice di dollari - aiuta in tal senso), lo
yen che e' visto ancora come valuta rifugio (sebbene la BoJ
sia preoccupata dalla forza della divisa) e con un franco
svizzero che, abbiamo capito, non e' desiderabile passi quota
1.5000 contro euro e scenda sotto il livello di 1.0600 contro
il dollaro. Ed e' proprio qui che probabilmente si giochera'
la partita che determinera', tra le altre cose, l'andamento
di tutti gli altri dollari. Ci troviamo infatti vicini a
punti molto importanti per la determinazione del quadro di
medio termine. I primi punti cruciali di resistenza si
trovano in area 1.0960/1.1000 ed una loro violazione su base
giornaliera sarebbe propedeutica ad un'accelerazione verso un
secondo livello molto importante per il mantenimento del
possibile trend. Tale livello e' individuabile a 1.1160
(precedenti supporti e media mobile a 100 periodi) ed una sua
rottura corrisponderebbe al cambiamento del trend di medio
periodo (fatto che sarebbe molto gradito alla SNB).
I dati pubblicati venerdi' non sono stati in grado di
provocare reazioni importanti da parte degli investitori. Si
e' visto un miglioramento sia della fiducia dei consumatori,
sia delle entrate e delle spese personali negli Stati Uniti
guidato dagli stimoli fiscali. Il Michigan Consumer
Confidence e' uscito a 70.8 ed e' risultato essere migliore
delle attese pari a 68.
(Questo materiale e' di proprieta' intellettuale di Salex
S.p.A.. Non puo' essere utilizzato ne' riprodotto, nemmeno
parzialmente, senza il consenso e l'autorizzazione di Salex
S.p.A.).
|
|