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Italcementi: salta la fusione con Ciments Francais
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La fusione per incorporazione di Ciments Francais (Parigi: FR0000120982 - notizie) nella capogruppo Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) , che ne controlla circa l'81% è saltata infine per via delle pretese degli obbligazionisti americani. Questi, titolari di crediti per 500 milioni di dollari, avrebbero avanzato richieste ritenute dalla famiglia bergamasca dei Pesenti, controllante storica del gruppo italiano, "eccessive e
inaccettabili".
In realtà sui dettagli delle trattative non è stato comunicato molto al mercato, tuttavia il fatto che un'operazione di ristrutturazione tanto importante sia saltata per via di questo mancato accordo con i bondholder Usa rivela senz'altro un imprevisto consistente e una inadeguata preparazione del progetto.Le clausole contrattuali con gli obbligazionisti hanno evidentemente rivelato degli aspetti e dei pericoli non considerati dalla società bergamasca. Slitta così l'aggregazione di una società, Ciments Francais, che nel 2008 ha realizzato ricavi per 4,77 miliardi di euro sui 5,77 miliardi di euro realizzati da tutto il gruppo Italcementi.L'operazione di aggregazione prevedeva un'offerta sui titoli di Ciments Francais senza obbligo di opa e implicava un rapporto di cambio di 8,25 nuove azioni ordinarie di Italcementi per ogni azione di Ciments Francais, con un premio implicito del 12,9% sulla media delle quotazioni della società francese nei tre mesi precedenti l'annuncio (ossia dalla metà del novembre 2008 alla metà dello scorso febbraio).I Pesenti comunque non si danno per vinti: già annunciato il proseguimento delle manovre di ristrutturazione del gruppo. Il mercato intanto sembra aver preso bene la notizia e spinge al rialzo i titoli della società da qualche seduta. Il riavvio dei progetti sull'incorporazione ripropone ora nuove possibilità, anche se sembra difficile ipotizzare un'opa che era già stata esclusa dal progetto precedente. Nel frattempo va ricordato che già a febbraio il mercato, complice la cattiva congiuntura generale, non accolse con particolare entusiasmo l'operazione e portò al ribasso i titoli. Il calo generale della domanda di cemento nel mondo e le oscillazioni del prezzo del petrolio rimangono comunque i maggiori catalizzatori dei corsi.
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