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L'angolo del trader - 29/6/2009
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Una nuova settimana si apre preannunciando importanti appuntamenti. Si vedrà innanzitutto la fine di giugno con il primo bilancio semestrale del 2009 e l'inizio di un nuovo mese, luglio, che porterà con sè la nuova ondata di risultati societari. Dal punto di vista macro poi si attende l'appuntamento con la Banca centrale europea, che giovedì annuncerà la decisione sui tassi di interesse. Le previsioni del mercato sono di una manovra di conferma al livello attuale dell'1% senza nessuna nuova sforbiciata. Focalizzandosi sui mercati finanziari, ecco il pronostico della prima parte dell'anno. Il 2009 si è avviato con affanno per le Borse internazionali, Piazza Affari compresa. Si ricorderà senza dubbio i minimi raggiunti dai mercati il 9 marzo scorso che hanno fatto tremare anche i più ottimisti. Da quella data però, le Borse hanno iniziato a risalire la china e sulle piazze mondiali si è tornato a comprare. Quasi per una assurda contraddizione o una speranzosa consapevolezza di aver toccato il fondo. Chissà. Fatto sta che da quel 9 marzo, l'S&P500 ha guadagnato il 36%, il Nasdaq (NASDAQ:
notizie) ha segnato un +44% e le perfomance delle Borse europee hanno visto progressi a doppia cifra. Piazza Affari è stata la migliore nel panorama del Vecchio continente. Una medaglia che deriva però dal fatto che Milano è stata la piazza che aveva perso di più nel periodo antecedente. La tendenza di questi ultimi tre mesi conferma che gli investitori sono tornati a comprare. I loro acquisti si concentrano soprattutto sui bancari e gli assicurativi, oltre che alle materie prime, come il petrolio e i metalli preziosi. Ma non sono da meno i corporate bond. Questi ultimi stanno chiudendo un semestre d'oro. I titoli obbligazionari denominati in euro emessi da imprese con rating a livello d'investimento nella prima metà del 2009 sono stati collocati per l'equivalente di 792 miliardi di dollari Usa, per le statistiche Dealogic (Londra: DL.L - notizie) , registrando un +53% rispetto al primo semestre 2008. Secondo gli esperti, a favorire questo recupero è stato l'intervento di governi e banche centrali, che attraverso le loro manovre hanno immesso sul mercato ingenti quantità di liquidità. Lo scenario globale resta tuttavia ancora pieno di contraddizioni e incertezze. Se il debito privato è diminuito, ecco che è schizzato alle stelle quello degli Stati. E non solo per gli Stati Uniti. Il credito alle imprese fatica a rimettersi in moto, e i fallimenti societari sono ancora dietro l'angolo. Euforia o sensato ottimismo?Buon inizio settimana e buon tradingda Hakuna
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