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Risiko del risparmio gestito: è la volta di Azimut
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Investitori in fuga dal mercato e pesanti ribassi su tutte le piazze finanziarie convincono sempre di più i gestori di fondi e patrimoni della necessità del cambiamento. Reagire o scomparire, questo l'impietoso out out del mercato che ha imposto anche ad Azimut (Milano: AZM.MI - notizie) la via di nuove alleanze e la creazione di una joint venture paritetica a tre con la Popolare di Vicenza e con Cattolica Assicurazioni (Milano:
CASS.MI - notizie) .
Già nei mesi scorsi era stato annunciato un prossimo accordo con quest'ultima, ma ieri ulteriori dettagli sul progetto sono stati illustrati al mercato in occasione della presentazione della semestrale di Azimut. In particolare il dominus del gestore Pietro Giuliani ha rivelato le linee di fusione in programma per i prossimi mesi.Dapprima BPVi Fondi e Verona Gestioni sgr si fonderanno in modo da spartirsi equamente le quote della newco; in un secondo momento subentrerà dunque Azimut che rileverà un terzo della nuova entità per una cifra ancora da stabilire, ma che Finanza e Mercati stima in circa 36 milioni. L'accordo riguarda un pacchetto da 5,8 miliardi da gestire in tre e la possibilità di buoni affari per tutti (mercato permettendo) per Cattolica con i suoi prodotti assicurativi, per Bp Vicenza con le sue gestioni patrimoniali e infine per Azimut con i suoi fondi e i suoi prodotti.D'altra parte la fusione va nella direzione indicata da Mario Draghi per il settore e rappresenta per Azimut anche una buona opportunità in un momento difficile. Già la cattiva congiuntura si sente e nel primo semestre 2008 i ricavi del gestore sono scesi dai 190 milioni della prima metà del 2007 ai 139 milioni dello scorso giugno. Gli utili nei due periodi di riferimento sono passati da 66,1 a 25 milioni, sembra per via del sostanziale azzeramento delle commissioni variabili. Al 30 giugno scorso, inoltre, la posizione finanziaria netta di Azimut era negativa per 97 milioni, in rosso dopo il saldo positivo per 18,4 milioni del giugno 2007.Il risiko delle Sgr dunque, oltre che un'opportunità, è anche una necessità. Lo dimostrano anche diverse operazioni in corso o conclusesi già nel Bel Paese. Nel frattempo Giuliani scommette su un rialzo dei listini del 15% entro la fine dell'anno e mantiene i target 2008 di Azimut. Il mercato sembra credergli. Dalla metà luglio, quando il titolo testò ripetutamente ma senza successo il supporto di quota 4,73, i corsi hanno accelerato al rialzo e, anche oggi intascano un altro punto percentuale a Piazza Affari. Un uptrend che tecnicamente punta in area 6 euro (massimo del 25 giugno scorso) e dunque a quota 6,24 euro.
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