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Mercoledì 30 Settembre 2009, 0:00
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Con un occhio al calendario, il decreto legge deve essere convertito in legge entro il 3 ottobre, il governo ha deciso di non correre rischi e mettere al sicuro il provvedimento. Dopo il voto di fiducia da parte dell'Aula della Camera l'ok definitivo al provvedimento potrebbe arrivare già giovedì. Quella che il governo Berlusconi ha chiesto alla Camera sul decreto correttivo delle misure anticrisi, che contiene le norme sullo scudo fiscale, è la 25a fiducia nei 17 mesi di questa legislatura. Nella scorsa legislatura, il governo Prodi aveva fatto ricorso alla fiducia su singoli provvedimenti, nello stesso periodo di tempo, per 18 Il testo del correttivo scudo fiscale allarga i confini di esenzione per quel che riguarda gli adempimenti antiriciclaggio e anti terrorismo per professionisti e intermediari. Sui rischi di un eccesso di deregolamentazione in particolare sul fronte anti terrorismo è intervenuto ieri il sottosegretario al bilancio Alberto Giorgetti: «Per quanto riguarda lo scudo (e in particolar modo in materia di segnalazione, a proposito della modifica fatta che dà la possibilità e non obbliga più alla segnalazione di intermediari e liberi professionisti), che il governo anticipa in questa sede che la disposizione di cui al comma 3 dovrà essere interpretata alla luce del primo periodo del comma 4 dell'articolo 13-bis medesimo, in base al quale è già stato stabilito che il perfezionamento del rimpatrio, ovvero della regolarizzazione, rende applicabili altresì le disposizioni di quell'articolo 17 del decreto legge n. 350 del 2001, convertito dalla legge n. 409 del 2001». Si applicheranno dunque le disposizioni in materia penale di lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. «Inoltre», specifica Giorgetti, «le operazioni anzidette non costituiscono di per sé elemento sufficiente ai fini della valutazione dei profili di sospetto per la segnalazione, ferma rimanendo la valutazione degli altri elementi previsti del medesimo articolo 41». L'obbligo di segnalazione dell'operazione sospetta pertanto resta per «i soggetti destinatari degli obblighi stabiliti dal decreto legislativo n. 231 del 2007, nel perfezionamento delle procedure di rimpatrio ovvero di regolarizzazione, sono soggetti all'obbligo di segnalazione nei casi in cui sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che le attività oggetto delle medesime procedure siano frutto di reati diversi da quelli per i quali si determina la causa di non punibilità di cui al citato comma 4 dell'articolo 13-bis». La risposta del sottosegretario indica la strada sulla quale si muoveranno in una fase successiva all'approvazione della conversione in legge del dl103/09 al ministero dell'economia in via interpretativa. È infatti ancora in stand by il provvedimento interpretativo che avrebbe dovuto fissare i confini e le relazioni tra antiriciclaggio e scudo fiscale. |
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