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Martedì 29 Settembre 2009, 20:10
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“Non può essere un caso che la seduta di venerdì scorso ha continuato ad oscillare attorno alla soglia dei 23050p (minimo a 22829p e massimo a 23149p): piuttosto, quello, era il sintomo di una forte incertezza. La chiusura a 23103p, poco sopra i 23050p, alla fin fine ha salvato capra e cavoli, ma probabilmente ancor solo per alcuni giorni. Tanto che la seduta odierna deve essere inquadrata proprio all'interno di tale cornice: per alcuni giorni, infatti, l'area dei 23050punti dovrebbe ancor tenere (in chiusura, N.d.R.). Poi?… poi si vedrà, ma almeno oggi, a dispetto della seduta particolarmente positiva (o, forse, proprio perché la stessa è andata concretandosi nel primo giorno della nuova settimana, cosa di cui siamo soliti diffidare…), noi siamo portati a credere che, nel prossimo fine settimana, le cose possano dimostrarsi ben diverse o, comunque, meno brillanti di quel che Piazza Affari, questa sera, parrebbe volerci mostrare. Noi, infatti, non scommetteremmo un solo centesimo su una “sana” ripresa del mercato azionario. La nostra idea, ormai, dovrebbe esser chiara a tutti (anche perché ribadita più volte): negli ultimi giorni (da venerdì 18, per quel che riguarda il nostro, e da mercoledì 23, per quel che riguarda quello americano, N.d.R.) il mercato azionario è entrato in una fase correttiva destinata probabilmente a protrarsi sino a novembre. Quel che però, purtroppo, ancor ci manca, di questa fase correttiva, è un'idea precisa tanto della sua misura, quanto del suo sbocco. Tutte le correzioni, in fondo, quando s'avviano sono solo “punture di spillo” ed anche questa, se confrontata con quant'avvenuto dallo scorso 10 luglio (per non dir poi rispetto a marzo!), non s'è certo rivelata, almeno sin qui, qualcosa di più “incisivo”. Il problema delle correzioni, però, non è mai nei loro esordi: il problema è sempre nella loro conclusione, tanto in termini di spazio, quanto in termini di tempo. E le nostre attuali ipotesi parrebbero aiutarci di più sul secondo dei due versanti (correzione sino a novembre, N.d.R.) che non sul primo. La Volatilità, intanto, continua a manifestarsi con buon evidenza solo sui mercati asiatici, ma per frenarla su quelli occidentali “i pompieri” non sono più sufficienti: ora servono “gli animatori”. Il problema è che questi ultimi dovrebbero uscir sulla scena non tanto il lunedì, quanto il giovedì o il venerdì. Pertanto, o gli stessi sono capaci di un'autentica impresa (animar le prossime quattro sedute!) oppure debbono sperare nel soccorso dei flaneur (con gli animatori a sfiancarsi sino a mercoledì e quelli a far nulla nei due giorni successivi). A noi non pare granché credibile, ma ancor oggi sul mercato italiano possiamo solo ribadire quel che abbiamo più volte ripetuto gli scorsi giorni: “ALZARE ANCOR PIU' LA PROPRIA SOGLIA D'ATTENZIONE e PREPARARSI A CHIUDERE TUTTE LE POSIZIONI IN ESSERE (ricordando, però, che "prepararsi a chiudere" non significa "chiudere da subito"… Forse: "chiudere tra qualche giorno").” All'interno di un quadro simile la seduta odierna aggiunge ben poco, sebbene la stessa parrebbe più in linea con quel che noi ci si attende nei prossimi giorni che non con altro (come qualcuno, invece, sarebbe portato a sperare). Il dato di maggior rilievo, da registrare oggi, è sicuramente il nuovo massimo dell'anno a 23716p, un massimo che tuttavia supera il precedente a 23692 d'un… miserrimo 0.1%! E' ben vero che quell'odierno potrebbe anche esser considerato un timido approccio alla “resistenza” per verificarne la tenuta, è ben vero che la stessa potrebbe esser “violentata” già nei prossimi giorni, ma non possiamo nemmeno nasconderci che la chiusura dell'odierna seduta non s'è rivelata poi così prossima ai massimi della stessa: come dir insomma che gli animatori hanno fatto, sì, un buon lavoro, ma l'hanno fatto solo a metà. Ed è proprio adesso, invece, che il loro apporto sarebbe più necessario. Vedremo, insomma, quel che sapranno far domani, ultima seduta di mese nonché dell'attuale trimestre. Una chiusura sui massimi, per quel che riguarda il trimestre è da considerarsi pressoché scontata: l'apertura dello stesso, infatti, è stata a 19063p con un minimo a 17626p. Per quel che invece riguarda il mese, potrebbe esserlo meno: settembre, infatti, s'è aperto a 22420p, il minimo è stato a 21530p ed il massimo (l'odierno) a 23716p. Dovessimo scivolar domani sera, sotto i 23400p ci sarebbe, in effetti, da far qualche conto, un po' più preciso di quelli fatti sin qui. Anche perché chiudere un periodo sui massimi o lontano dagli stessi non è cosa indifferente e domani sera ve ne spiegheremo i motivi. Motivi che, tra l'altro, ci spingono a rimandar a domani ogni nostra decisione su un'eventuale chiusura delle posizioni ancor in essere sul nostro mercato. Le posizioni sui mercati asiatici e americani le abbiamo chiuse ieri, quelle sui mercati europei sostanzialmente oggi e quelle sul mercato italiano… le abbiamo ancor aperte. Fino a quando non lo sappiamo, ma almeno questa sera sono ancor aperte. Su… alegher. Edoardo E. Macallè – “Il Circolo dell'Investitore” www.nikkaiastrategie.com - www.assoconsulenza.eu Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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