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Burani nel mirino dei fondi, ma la famiglia non cede
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I riflettori si accendono su Mariella Burani dopo le indiscrezioni di stampa secondo le quali Burani Designer Holding, che detiene il 56% del gruppo, sarebbe in procinto di cedere il pacchetto di controllo al fondo Doughty Hanson. Quest'ultimo qualche mese fa avrebbe messo sul piatto 26 euro per azione e starebbe ora riproponendo la sua offerta, anche se non è chiaro se sempre a quel
prezzo.
In quest'ultimo caso si tratterebbe di un premio rispetto alle attuali quotazioni di mercato pari a circa il 30%. Il fondo britannico sarebbe tenuto però a sborsare circa 800 milioni di euro (metà equity e metà debito) visto che l'operazione comporterebbe una opa a cascata anche su Antichi Pellettieri, controllata al 53% da Mariella Burani. Secondo indiscrezioni sarebbe interessato alla maison anche un altro fondo. Gli americani di Permira avrebbero presentato una offerta da 25 euro che potrebbe tuttavia essere rivista al rialzo. Permira in questo modo punterebbe a crescere ulteriormente nel settore della moda dopo la recente acquisizione del controllo di Valentino attraverso il proprio veicolo Red & Black Lux. Intanto a Cavriago, pur confermando di "aver ricevuto di recente manifestazioni d'interesse da parte di alcuni fondi di private equity volte ad ipotesi di creazione di valore per la società", sottolineano che non è giunta alcuna proposta scritta. Giovanni Burani precisa comunque che, nonostante "i prezzi sono scesi molto e la società è oggi molto appetibile", non intende vendere. Il fondatore del gruppo ha riconosciuto che "bisogna stare ad ascoltare chi viene a fare proposte per creare valore", ma a quanto pare vuole che il gruppo resti italiano. C'è però chi scommette che la famiglia emiliana sia pronta vendere a Doughty Hanson, reinvestendo poi i proventi della cessione nella nuova compagine azionaria.
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