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Martedì 31 Marzo 2009, 0:18

Corsi di laurea: un taglio al superfluo

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Un taglio netto è previsto nelle università già a partire dell’anno prossimo: verranno sfoltiti i corsi di laurea che sono nati soprattutto con l’introduzione dei nuovi ordinamenti (disegnati cinque anni fa dal decreto 270/2004). E’ quanto ha reso noto il ministro dell’Università, Mariastella Gelmini, che ha fatto sapere del taglio di numerosi corsi a favore di un piano di razionalizzazione contro la proliferazione di corsi

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superflui.

. Entro il 2010/2011 verrà imposto a tutti i corsi una serie di requisiti tra cui un numero minimo di immatricolati. Per l’anno accademico in corso sono già stati tagliati il 7% dei titoli rispetto all’anno prima (2007/2008). I tagli dei corsi. Il numero dei corsi di laurea sotto monitoraggio del ministero sono circa 2.283 e sono corsi di primo livello o a ciclo unico (magistrale), mentre sono 221 i corsi a rischio taglio o accorpamento. Sono corsi che attualmente non hanno i requisiti richiesti dagli ordinamenti. I corsi di laura possono dividersi in “curricula”: in parte si tratta di vecchi “indirizzi” in cui ad un certo punto il corso di laurea si biforca in vista di un traguardo specializzato, ma con il “3+2” e poi con le novità del Decreto 270 hanno assunto quasi la dignità di corsia in sé. Quali sono i requisiti richiesti per la sopravvivenza di un corso di laurea? Un corso di laurea per poter esistere deve avere: un numero minimo di matricole (da 10 a 50 a seconda della classe di laurea perché 10 immatricolati sono sufficienti per alcuni corsi di laurea ma non per altri), un numero minimo di docenti, trasparenza sugli obiettivi, trasparenza sui risultati.Molti dei corsi, quindi, per vivere hanno bisogno di essere accorparti ma in realtà molti corsi tendono a separarsi moltiplicando le strutture, i posti e gli insegnamenti. Sarebbe il 34% la quota degli indirizzi troppo “leggeri”. Gli obiettivi. Gli obiettivi del ministero sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l’organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni, è stato sottolineato, si è assistito “ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro” – aveva dichiaro il ministro dell'Istruzione, in una conferenza a Palazzo Chigi. All’inizio dell'anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879.

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