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Mercoledì 30 Aprile 2008, 11:41
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Grandi meraviglie ed attese oggi sono riposte nell'ondata di rimborsi fiscali che dovranno ricoprire l'America nei prossimi mesi, più di 110 miliardi di dollari in Il lettore conosce la mia opinione, da tempi non sospetti esprimo il mio scetticismo nei riguardi di una misura esclusivamente unatantum che nella migliore delle ipotesi potrebbe produrre una " double dip recession ". Il consumatore americano utilizzerà lo sconto fiscale per saldare le proprie bollette o fatture e dubito che la corporate americana utilizzi gli incentivi per effettuare investimenti in un ambiente recessivo. Oggi il segretario al tesoro Paulson, ha dichiarato che il pacchetto produrrà circa 500.000 posti di lavoro in più, un imponente miraggio che forse conta ancora sul CES/NET BIRTH/DEATH MODEL modello che crea virtualmente migliaia di posti di lavoro destinati a sparire immancabilmente alle successive revisioni. Un interessante sondaggio via MISH'S ci racconta che quasi il 70 % degli americani utilizzerà il rimborso per necessità varie. Nel dettaglio un 45 % salderà i propri debiti, un 21 % spenderà in base alle esigenze primarie, energia e alimentari, un 18 % investirà la cifra risparmiando e solo un 16 % prevede ulteriori consumi. Detto questo ..... “It (Francoforte: A0MLX5 - notizie) 's important for Americans to remember that the only way to receive a rebate is to file a tax return this year.” .....per ricevere uno sconto fiscale bisogna ricordarsi di presentare una dichiarazione dei redditi! Quindi se il 45 % salda i debiti e il 21 % avrebbe comunque speso, del rimanente 34 % si spera che il 18 % non metta in atto il proposito di risparmiare la cifra, diversamente l'effetto rimborsi svanirebbe completamente. 50 miliardi verranno inviati entro maggio e quindi gli effetti sulla spesa dei consumatori si dovranno avere entro il secondo trimestre, trimestre che si annuncia terrificante, un effetto diluzione su tre trimestri. Aggiungetevi l'ipotesi che per accaparrarsi i consumatori i negozi ridurranno i prezzi con sconti stellari, tenete per buona l'ipotesi di un 34 % di spesa su 110 miliardi che corrisponde a 37 miliardi diviso tre trimestri e abbiamo circa 12 miliardi a trimestre sempre che nessuno risparmi, che probabilmente verrano ammortizzati dagli sconti dei commercianti. Il tutto ovviamente non tenendo conto della dinamica immobiliare e dell'aumento della disoccupazione che produrrà nuovi ed inevitali default personali. In sintesi un piccolo, grande miraggio, sino a prova contraria! Il vecchio Warren Buffett, a capo di un impero diversificato, possiede aziende in ogni settore del paese e ci racconta che la recessione sarà più grave e profonda di quanto la maggior parte delle persone si aspetti. "I think consumers are feeling gas and food prices," he added, "and not feeling they've got a lot of money for other things." ....non restano molti soldi per acquistare altro che non sia essenzialmente indispensabile. La mia visione di un possibile importante minimo nella tarda primavera del 2009 incomincia a trovare importanti conferme indirette, ieri nelle parole del presidente dell' Eurogruppo Juncker che prevede un 2008 stagnante che condizionerà anche buona parte del 2009, oggi in quelle di Joachin Almunia che sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero far registrare una crescita zero tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 con una ripresa dalla seconda meta' del 2009. Interessante davvero è inoltre la scoperta che nelle precedenti recessioni, New York la culla della finanza mondiale, ha sempre sofferto più della media nazionale, sofferenza che in questi giorni si sta mostrando nella sua reale consistenza.... NYTIMES.com Nel frattempo la crisi finanziaria ed immobiliare assume i contorni di una partita di baseball, con Morgan Stanley (SPU - notizie) ad indicare che stà per iniziare il terzo inning del ciclo di credito, una sorta di " Terza Onda " di iceberganiana memoria, un terzo inning molto peggiore del crollo del 1990/91. Prosegue inoltre la distribuzione da parte delle grandi firme finanziarie, al mercato, la socializzazione delle perdite, sotto forma di aumenti di capitale e fantasie obbligazionarie ed azionarie, qualche prodotto strutturato a sconto ed altro ancora. Ultima in ordine di apparizione è la vendita di 3 miliardi di dollari da parte di Citigroup (NYSE: C - notizie) per ristabilire un più accettabile TIER 1. L'Europa è nel sesto inning e quello relativo ai prodotti strutturati con sottostante immobiliare è probabilmente nel quinto. Difficile inoltre dire in quale inning si trova il mercato immobiliare, oggi abbiamo visto un nuovo crollo delle quotazioni rilevato dallo S&P Case/Shiller Home Prices Index, un inning senza fine, 2,6 % da gennaio dopo il 2,4 % ma le cifre non sono adeguate agli effetti stagionali quindi meglio fare riferimento alle percentuali annuali di tutto rispetto, meno 12,7 % a 20 aree metropolitane e 13,6 % a 10 aree. Un vero e proprio " HOUSING MARKET BUST "! Con i dati relativi all' Ofheo e alla sua sorprendente " verità " SURPRISING abbiamo inoltre una panoramica sulla Grande Depressione Immobiliare del 21° secolo, una panoramica che noi andremo a visitare a breve. Ricordo solo a coloro che sono attratti dal miraggio di una luce in fondo al tunnel che per ogni euro perso sui mutui ipotecari corrisponde una perdita doppia sui prodotti derivati con sottostante immobiliare se non alla deriva esponenziale, Deutsche Bank (Francoforte: DB9999 - notizie) insegna! Mentre il mercato vive con il fiato sospeso la vigilia della solita decisione della solita FED, il sistema chiude i rubinetti aumentando i tassi sulle carte di credito, talvolta triplicandoli per rientrare in qualche modo dalla perdite immobiliari. Mastercard & Visa vedono lievitare i propri profitti sino a quando non evaporeranno i rimborsi delle carte di credito, sino a quando non esploderanno i default sul credito al consumo. Questi sono invece i tassi sulle operazioni ipotecarie, un rubinetto che si chiude giorno dopo giorno, una realtà che vanifica il miraggio di una politica monetaria accomodante. Freddie Mac Primary Mortgage Market Survey® Current Week (ending April 24, 2008) Prior Week (ending April 17, 2008) 30-Year Fixed Mortgages 6.03 % 5.88 % 15-Year Fixed Mortgages 5.62 % 5.40 % 5/1-Year Adjustable Rate Mortgages 5.68 % 5.48 % 1-Year Adjustable Rate Mortgages 5.29 % 5.10 % Uno strano scricchiolio inoltre proviene da sotto la lastra di ghiaccio del CREDIT DEFAULT SWAPS con Moody's che segnala che le condizioni di credito delle societa' europee si stanno deteriorando ad un livello ''allarmante'', questo come conseguenza del rialzo del prezzo del petrolio, dell'apprezzamento dell'euro e della recessione negli Stati Uniti. 32 outlook negativi contro 11 nel primo trimestre 1 su 3, un'accellerazione di tutto rispetto. Brutti segnali arrivano inoltre dal HELP_WANTED_ADVERTISING_INDEX segnali che non promettono nulla di buono congiuntamente come abbiamo già visto ad altri indicatori del mercato del lavoro, occupazione che domani vedrà l'uscita dei dati relativi al settore privato pubblicati dalla ADP (Parigi: FR0010340141 - notizie) . The Conference Board Help-Wanted Advertising Index declined two points in March. The Index now stands at 19, down from 29 a year ago. The Conference Board is the global business research and membership organization. In the last three months, help-wanted advertising declined in all nine U.S. regions. Steepest declines occurred in the East North Central (-20.3%), West North Central (-18.1%) and East South Central (-16.7%) regions. Abbiamo già visto insieme in un precedente post come EMPIRE_STATE_MANIFACTURING_NEW_YORK! segnala .....Employment indexes hovered near zero e il PHILADELPHIA_FED_INDEX ci racconta che ......continued weakness in manufacturing is evident in responses about employment and hours worked this month. The percentage of firms reporting a decrease in employment (19 percent) was greater than the percentage reporting an increase (8 percent), and the current employment index fell from -4.7 to -11.1, its third negative reading in four months. Weakness remained in hours worked: 18 percent indicated declines in average hours worked; 6 percent reported increases. The average workweek index declined from -10.0 in March to -12.3, its fourth consecutive negative reading. Non resta che attendere in cima ad una duna, il miraggio di una svolta lontana nel tempo! 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