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Petrolio: nuovo attacco dei ribassisti. Il report sulle scorte Usa alimenta le vendite
Di Alberto Susic
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Ancora una seduta tutta in discesa per i prezzi del petrolio che dopo la pesante flessione della vigilia, anche oggi hanno continuato a perdere terreno, allontanandosi ancor più dal record storico toccato in area 120 dollari. Nelle prime battute c'è stato un tentativo dei rialzisti che hanno spinto le quotazioni fino ad un massimo di 116,7 dollari. Nel pomeriggio però si è avuta una decisa accelerazione verso il basso in seguito alla diffusione del report sulle scorte strategiche americane. Nell'ultima settimana le riserve di oro nero sono cresciute di ben 3,8 milioni di barili, oltre le attese degli analisti, a fronte però di una flessione degli stocks di benzina. Un'indicazione quest'ultima che però non ha scoraggiato i ribassisti, i quali hanno spinto i prezzi in chiusura a ridosso dei minimi, in seguito alla decisione della Fed di tagliare i tassi di interesse dello 0,25%. Il future con scadenza giugno ha così terminato gli scambi a quota 113,55 dollari, con una flessione
dell'1,8%.
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