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Mercoledì 30 Aprile 2008, 22:30

Wall Street inverte la rotta nel finale. La Fed spinge al ribasso i listini

Di Alberto Susic

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Seduta a due velocità quella odierna per la piazza azionaria americana che per buona parte della giornata ha visto i tre indici principali muoversi in territorio ampiamente positivo, salvo invertire la rotta nell'ultima ora e chiudere in rosso. Gli acquirenti sono stati incoraggianti inizialmente dalle positive indicazioni arrivate dal fronte macro, in particolare dal mercato del lavoro. La stima ADP (Parigi:

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FR0010340141 - notizie) sui nuovi posti nel settore privato ha infatti evidenziato ad aprile una crescita di 10mila unità, mentre gli operatori si era preparati ad una flessione di ben 60mila unità. Ad incoraggiare il mercato è stata anche la lettura preliminare del PIL relativa al primo trimestre di quest'anno, con una variazione positiva dello 0,6%, rispetto allo 0,2% atteso. Un timido segnale positivo è arrivato infine dall'aggiornamento sull'attività manifatturiera, con il Chicago PMI salito a sorpresa poco oltre il valore del mese scorso.
A spingere in avanti i listini sono state inoltre alcune trimestrali migliori delle attese, che di fatto hanno confermato le buone notizie già arrivate nei giorni scorsi dal mondo societario. I mercati hanno poi accolto con favore la decisione della Fed di ridurre il costo del denaro dello 0,25%, per quanto una simile mossa fosse già scontata. In un primo momento gli indici hanno allungato il passo, incrementando i guadagni iniziali, tanto che il Dow Jones (notizie) è arrivato a superare la soglia dei 13.000 punti, rimasta inviolata dallo scorso mese di gennaio. Un entusiasmo che però ha avuto vita breve ed è stato seguito da un rapido rientro degli acquirenti che hanno passato la mano ai loro avversarsi.
Gli operatori hanno optato per la cautela, vista anche l'incertezza sulle prossime mosse della Fed in materia di politica monetaria. Il taglio annunciato oggi è infatti l'ultimo prima di una pausa che servirà a chiarire meglio la situazione attuale, con uno sguardo rivolto ora non solo ala crescita ma anche all'inflazione.
Tanto è bastato per far muovere in retromarcia il mercato, con il Dow Jones e l'S&P500 che hanno chiuso in rosso rispettivamente dello 0,09% e dello 0,38%. Più ampia la flessione del Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) che si ferma a 2.412,8 punti, con un ribasso dello 0,55%, dopo aver segnato un minimo a 2.406 e un massimo a 2.451 punti.

Tra i titoli del Dow Jones, protagonista indiscusso General Motors (NYSE: GM - notizie) che ha messo a segno un rally del 9,76%, sulla scia della trimestrale diffusa prima dell'avvio degli scambi. Il colosso automobilistico ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con una perdita di oltre3 miliardi di dollari, ma il rosso per azione è stato di 0,62 dollari, ben al di sotto delle stime degli analisti fissate a -1,54 dollari.
Rimbalza Merck che risale la china con un progresso del 2,34%, e non riesce a fare altrettanto la concorrente Pfizer (NYSE: PFE - notizie) , le cui azioni chiudono in calo dello 0,44%. Ben intonata Procter & Gamble (NYSE: PG - notizie) che ha guadagnato il 2,22% sulla scia della crescita degli utili superiore alle attese nel primo trimestre. La società ha inoltre rivisto al rialzo le stime sull'eps per l'anno in corso, scommettendo ora su un range di 3,48-3,5 dollari per azione.
La flessione dei prezzi del petrolio non ferma l'ascesa di Chevron (NYSE: CVX - notizie) e di Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) , in crescita del 2,05% e dell'1,76%, mentre chiudono in netto calo Hewlett-Packard e Citigroup (NYSE: C - notizie) che arretrano rispettivamente del 3,18% e del 3,69%.

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, ancora una seduta tutta al rialzo per Google (NASDAQ: GOOG - notizie) che è salito del 3,19%, ma ha chiuso in positivo anche Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) , avanzato dello 0,9%. In difficoltà Intel (NASDAQ: INTC - notizie) che ha ceduto l'1,46%, muovendosi in linea con l'indice dei semiconduttori, mentre è stato messo sotto pressione Oracle che ha lasciato sul parterre il 4,23%.
Seduta decisamente no per Garmin (NASDAQ: GRMN - notizie) che è finito nel mirino dei ribassisti, chiudendo gli scambi in forte arretramento del 12,14%. Il titolo ha pagato pegno per la deludente trimestrale che pure ha evidenziato un incremento degli utili del 6%, ma il risultato per azione è stato di 0,69 dollari rispetto ai 75 cents attesi dal mercato.


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