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Giovedì 30 Aprile 2009, 20:08

Stmicrolectronics ancora nella bufera

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La bufera non passa e Stmicroelectronics registra ancora un difficile trimestre a inizio 2009. Il gruppo pur mantenendo i ricavi del periodo a 1,66 miliardi di dollari, in linea con le attese ma comunque ben al di sotto dei 2,47 miliardi del primo trimestre del 2008, ha registrato un calo della marginalità notevole a causa di una serie di interventi sugli impianti, sulle scorte di magazzino, sui livelli

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produttivi.

Il trimestre si chiude così con una perdita di 62 centesimi di dollaro per azione (il rosso era di 9 centesimi per azione nel primo trimestre 2009). La società è insomma nel pieno della crisi, u po' come tutto il settore hi tech, ma nonostante questo ha deciso di apportare importanti cambiamenti alla propria struttura e alle proprie politiche di prodotto. Nella prima parte di quest'anno la compagnia ha completato il deconsolidamento della business unit delle memorie e acquisito una quota del 48,6% in Numonyx, joint venture per lo sviluppo di memorie non volatili avviata con Intel (NASDAQ: INTC - notizie) e con la partecipazione del fondo Francisco Partners. A febbraio la società ha formalmente lanciato la nuova alleanza con Ericsson (Stoccolma: ERIC-B.ST - notizie) nel settore dei chip per il wireless e la telefonia mobile (attualmente i dispositivi per la telefonia forniscono oltre il 40% del fatturato del gruppo) e nello stesso periodo il gruppo ha annunciato la propria collaborazione con ARM per la ricerca nel sistema dei dispositivi che utilizzano il nuovo sistema operativo per la telefonia mobile Symbian OS. Contemporaneamente a queste operazioni, che hanno comportato investimenti anche notevoli, il mercato si deteriorava e la domanda calava così il gruppo è stato costretto a tagliare ben 3.200 posti di lavoro e a chiudere due stabilimenti, quello di produzione dei wafer per chip di Carrollton in Texas e quello di assemblaggio di Ain Sebaa in Marocco. Gli interventi di riduzione delle scorte intanto continuano e il taglio della produzione e dei costi prevede una riduziojne delle spese di 700 milioni di dollari nel 2009. La joint venture ST-Ericsson di cui sopra ha inoltre annunciato l'intenzione di ridurre i propri costi di circa 230 milioni di dollari (tramite il taglio di 1.200 posti di lavoro su 8000 effettivi complessivi).

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