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Giovedì 30 Aprile 2009, 8:51
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I mercati azionari continuano a mostrare una buona reazione a qualsiasi tentativo di interventi dei ribassisti, riuscendo subito a recuperare terreno. Come valuta l'attuale situazione delle Borse e cosa ci si può aspettare nel Il mercato non sembra ancora stanco e siamo passati ora da un eccesso all'altro: fino ad un mese e mezzo fa non c'era notizia che potesse in qualche modo risollevare le sorti delle Borse, mentre ora non c'è nulla che sia in grado di far rallentare i listini. Come abbiamo visto nelle ultime sedute, a notizie positive abbiamo un allungo del mercato, mentre a quelle negative segue una breve correzione che viene sfruttata per far rientrare nuovi ordini di acquisto che così riportano il mercato sostanzialmente sempre verso l'alto. Nelle ultime settimane abbiamo notato che l'andamento degli indici e in particolare quello dell'S&P500 sta assumendo una forma sempre più arrotondata. Dal 17 al 24 aprile, per ben due volte l'S&P500 è arrivato a quota 870 punti e da lì è stato respinto, ma se le quotazioni riusciranno a violare anche questo livello, allora con buona probabilità potremo assistere ad un nuovo step rialzista verso area 900/910. Qui probabilmente ci saranno prese di beneficio e anche qualora l'indice non dovesse raggiungere questo livello, è innegabile che nell'ultimo mese e mezzo è stato lanciato un segnale significativo. Ciò fa sperare che i minimi di marzo rappresentino dei valori che non solo non saranno bucati, ma difficilmente saranno anche riavvicinati. Guardando a Piazza Affari, proprio ieri l'indice S&P/Mib si è portato ad un soffio dall'area dei 19.000 punti. Ci sono le condizioni perché il rialzo prosegua nel breve? Per il nostro indice vale un po' lo stesso discorso fatto per l'S&P500, perché a nostro avviso stiamo salendo più per inerzia che per reali motivi tecnici o fondamentali. Si è innescato un po' un movimento ad elastico perché tanto eravamo scesi prima, tanto ora stiamo allungato verso l'alto. Ora ci troviamo in ogni caso su dei livelli significativi e l'indice S&P/Mib ha quasi recuperato per intero la perdita registrata da inizio anno, visto che mancano appena 500 punti per tornare sui valori segnati alla fine del 2008. In sostanza il mercato è arrivato a perdere il 35% da inizio anno, per poi riguadagnare fino ad ora il 33%. Fino ai 15.000/15.500 poteva essere un semplice rimbalzo, ma ad aprile si è avuto un ulteriore step rialzista, anche se, siccome a nostro avviso stiamo salendo per inerzia, prima o poi questa forza scemerà. A quel punto sarà molto interessante andare a vedere dove la correzione terminerà e a seconda dei livelli raggiunti potremo capire se si sarà instaurato un nuovo tipo di trend. Quest'ultimo sarà inizialmente laterale perché ci vorranno più dati macroeconomici positivi prima di riportare il trend di medio-lungo termine verso la positività. Se invece dovessimo scendere al di sotto di alcune soglie importanti, peraltro piuttosto lontane, quali quella dei 15.000/15.500 punti, allora vorrà dire che saremo destinati a soffrire ancora a lungo. Tecnicamente pensiamo che un primo livello di ritracciamento per l'S&P/Mib sia rappresentato dai 17.000/17.100 e l'augurio è che la correzione venga realizzata secondo i canoni di una moderata negatività, in maniera di permettere da una parte l'assorbimento degli eccessi statistici sui principali oscillatori, e dall'altra una normalizzazione dell'andamento del mercato. Sarebbe in ogni caso preferibile che lo storno avvenisse con toni moderati, magari da una serie di sedute intervallate da qualche rialzo. In un trend positivo, a vedere quello che è successo dal 2003 in poi, le correzioni sono state sempre realizzate nell'ordine degli 8-10 punti percentuali. In quest'ottica è probabile quindi che si vadano a testare i minimi della scorsa settimana a 17.100/17.000 e possiamo indicare anche margini di ritracciamento fino ai 16.500/16.400. Spostando lo sguardo sui settori e sui singoli temi di Piazza Affari, su quali è concentrata maggiormente la sua attenzione in questo momento? Sui titoli abbiamo notato che ci sono degli eccessi statistici, ci attendiamo dei ritracciamenti nel prossimo futuro e una volta che si saranno esauriti, a seconda di come si saranno comportate le singole storie, potremo fare le opportune considerazioni. Allo stato attuale, manteniamo un certo interesse sui titoli del comparto automobilistico, ricordando che già nelle ultime interviste avevamo fatto un certo discorso sull'importanza degli incentivi statali che di fatto hanno fatto sentire i loro benefici sul settore in generale. Non solo su Fiat (Milano: F.MI - notizie) che a livello europeo è il miglior titolo dell'ultimo periodo, ma anche su titoli della componentistica come Brembo (Milano: BRE.MI - notizie) . Tra i settori che potevano trarre maggiore beneficio dalle politiche di stimolo messe in campo dai vari Governi, segnaliamo quello delle costruzioni, quindi guardiamo a titoli come Buzzi Unicem (Milano: BZU.MI - notizie) e Italcementi (Milano: IT.MI - notizie) , ma anche Cementir (Milano: CEM.MI - notizie) . In ogni caso mi concentrerei su quelli a maggior capitalizzazione, vista anche la volatilità del mercato. Molto interessante anche il settore tecnologico che a livello europeo è uno dei pochi che si trova al di sopra dei livelli di inizio anno. A Piazza Affari guardiamo ad STM per il quale però consigliamo di analizzare prima i dati di bilancio del primo trimestre. Una volta assorbito l'urto, positivo o negativo dei risultati, potremo valutare meglio l'impostazione del titolo e interverremo di conseguenza. Quali consigli operativi ci può fornire invece per il settore bancario? Ritiene sia troppo tardi per acquistare? Sicuramente non mi libererei in tronco di tutte le posizioni in essere, visto che tendenzialmente le nostre banche sono ben posizionate. Attenzione ad Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) che dai minimi in area 0,7 euro è arrivato a superare quota 1,8, con prezzi costantemente a ridosso delle chiusure delle ultime settimane. Il consiglio è di alleggerire un po' le posizioni perché il titolo ha recuperato davvero tanto, mentre sarà il caso di lasciare correre i profitti in caso di rottura di 1,9 euro, oltre i quali si potrebbe arrivare anche fino ai 2/2,05 euro. Qualora Unicredit dovesse ritracciare, lo attenderemo tra 1,7 e 1,65 euro, dove i prezzi torneranno appetibili in ottica di breve, mentre nel lungo cambiano molte cose e sarà il caso di mantenere le posizioni da incrementare sui ritracciamenti. Sempre tra i bancari, abbiamo notato una grande volatilità su Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) che è tornata sui livelli da inizio anno, quando quotava poco sopra i 3 euro. Con gli ultimi movimenti il titolo si sta spingendo oltre questo livello e consigliamo di guardare con attenzione all'eventuale superamento dei 3,4 euro. Siamo più cauti invece su Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) che deve ancora superare delle importanti soglie di resistenza e su Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) che ha percorso molta strada. Il titolo ha recuperato ma nel lungo periodo è ancora impostato negativamente e dovrebbe riuscire a superare in maniera convincente la soglia dei 5 euro. Visto l'andamento dell'ultimo periodo in cui ha perso un po' di spinta, realizzando piccoli progressi che hanno permesso di avvicinare l'area dei 5 euro senza però riuscire a forzarla in maniera convincente. Preferiamo attendere pertanto un ritracciamento che potrebbe portare fino a quota 4,4/4,3 euro, segnalando che questa correzione sarebbe del tutto fisiologica e potrebbe creare le condizioni per un rientro più tranquillo. Prudenza anche su Ubi Banca (Milano: BPU.MI - notizie) , mentre sono da seguire con interesse Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) anche in questo caso in ottica di un ritracciamento, mentre in caso di prosecuzione del rialzo, i due titoli sono tra i nostri preferiti insieme a Mediolanum. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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