|
|
|
|
|
Venerdì 30 Maggio 2008, 9:18
|
" (...) finanza che sembra in grado di sovvertire la democrazia " parole di PAUL KRUGMAN, uno dei più grandi economisti americani, autore del blog CONSCIENCE OF A LIBERAL pubblicato sul New York Times (NYSE: NYT - notizie) , così si è espresso Paul al termine di una mia domanda durante il Festival dell'Economia a Trento, nel primo incontro dal titolo “Economie di mercato e ideologie”. Ho accennato al confronto tra mercati finanziari e democrazia, chiedendo a Paul, qual'è il vero confine tra la mancanza di trasparenza dei mercati finanziari e la mancanza di democrazia al loro interno, in un ambiente nel quale si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. Prima di rispondere Paul e Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival, hanno sorriso a lungo, quasi a sottolineare l'importanza della relazione tra democrazia e finanza, tra questa finanza derivata e il concetto di democrazia ovvero trasparenza di mercato, tra questa crisi sistemica e il rischio per la democrazia. In un'intervista al Riformista, Boeri è molto chiaro, " Questa crisi ci insegna che i mercati vanno regolati, sono dominati da assimetrie informative molto forti e necessitano di una maggiore trasparenza e regolamentazione. " Krugman ha concluso così: “Non è scritto da nessuna parte che il progresso economico, come pure potrebbe far pensare il fatto che tutti i paesi più ricchi del mondo sono sistemi democratici, porti necessariamente alla democrazia. E dunque il futuro non sta tanto nel PIL pro capite del mondo, quanto nel tipo di persone che vivono in questo mondo”. Il riassunto del suo illuminante intervento, lo potete trovare al seguente indirizzo: PAULKRUGMAN "Attenti il mercato può esistere anche senza democrazia!" Ne riparleremo più avanti, il Festival continua ed Icebergfinanza lo segue per Voi in diretta! Ora vorrei tornare anche solo per un attimo al nostro castello di carte, castello che nasconde le tre carte, un gioco di prestigio che è anche il gioco per eccellenza usato da tutti coloro che cercano di raggirare i concorrenti con la scusa di una probabile o quasi certa vincita, una vincita che ha solo il 33,3 % delle possibilità di essere portata a termine, sempre che si sia in grado di seguire lo spostamento delle carte. Mike Shedlock via Minyanville ci offre una visione della terza onda della crisi del credito in arrivo sulle rive della finanza mondiale. Parlando del deterioramento delle basi patrimoniali di alcune banche si arriva alla domanda del perchè le istituzioni finanziarie si ostinino a pagare il dividendo e poi uscire sul mercato con obbligazioni a tassi da paesi emergenti intorno all'8 % vedi Citigroup (NYSE: C - notizie) , Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) , Wachovia (AWO - notizie) ed altre ancora con la continua opera di diluzione della base azionista, annunciando continui deterioramenti dei fondamentali. Nessun prospettiva di dividendo, ne ora ne in futuro, quando vedi la base patrimoniale cedere sotto le fondamenta e l'indice BKX in procinto di adagiarsi su uno dei prossimi supporti determinanti. Secondo il professor Sedacca la fase due e tre della crisi del credito è già iniziata con la confessione della banca regionale Keycorp, sotto 75 o 74 o 73 come ci dice Michele di LONGSHORTINVEST nella sua bella analisi sull'indice settoriale BKX, indice che comprende le maggiori banche americane, non importa dove sarà la prossima fermata, come potete vedere dal grafico è al piano di sotto a 60/65 e dopo 60 chissà 40 nel medio termine! Le rilvelazioni di KEYCORP, le sue previsioni per alcuni prestiti che non verranno rimborsati, suscitano la preoccupazione che le banche regionali hanno sottovalutato il costo di mutui ipotecari potenzialmente insolventi, la revisione della Ohio Bank che lo scorso mese ha quadruplicato la propria previsione di perdita sui mutui si diffonde alle altre banche di credito regionali, dietro il continuo calo dei valori immobiliari. La bolla del Commercial Real Estate e le sue conseguenze su alcune banche regionali sovraesposte nei confronti del CRE, inventari e eccedenze di abitazioni produranno un rallentamento nei progetti futuri, minori centri commerciali in quanto i consumi si contraranno inevitabilmente, in seguito ad un incremento della disoccupazione. “We've got a real problem. And I do think we need to have more activist approaches. And I think it will be something we need to be honest with the American public about. We do need more intervention. It probably will cost some money.” Inoltre Sheila Bair aggiunse..... Regulators are “increasingly concerned” about the risks posed by high concentrations of commercial real estate loans at banks, especially at financial institutions with between $1 billion and $10 billion in assets. Non importa dove scenderà l'indice BKX, basterà ricordare che il settore finanziario incide per circa il 25 % dello S&P500 e i suoi utili o le prospettive d'utile verranno spazzate via nei prossimi anni. Importante è inoltre dare un'occhiata anche al grafico delle banche regionali, strettamente legate al Commercial Real Estate a differenza dei big di Wall Street e in misura locale agli Helocs delle famiglie americane, un'impostazione grafica migliore, sino a quando...... Certo la crisi finanziaria è finita, lo sussurrano le onde del mercato, dolci onde che portano il canto delle sirene, ma il fenomeno subprime è solo la punta di un iceberg di dimensioni inimaginabili, questa è sostanzialmente una crisi di fiducia, non mi stancherò mai di ripetervelo, mancano ancora troppe ode di varia dimensione in arrivo, FORECLOSURES, LBO, CRE, CREDIT CARDS e un sussurro infinito MONOLINES! Resta ancora l'incognita europea, la reale portata della crisi in Europa, visto che anche in Inghilterra i prezzi delle abitazioni non sembrano scherzare.... May 29 (Bloomberg) -- U.K. house prices fell in May by the most in at least 17 years as the shortage of credit starved the property market of buyers, Nationwide Building Society said. The price of an average home dropped 2.5 percent from April to 173,583 pounds ($344,000), Britain's fourth-biggest mortgage lender said today in a statement. That's the biggest drop since the index started in January 1991. From a year earlier, prices fell 4.4 percent. ....una sfiducia che continua inesorabile a riflettersi nei tassi interbancari, quell'euribor che non vuol mai scendere, testimone di una totale e persistente crisi sotterranea. Il TELEGRAPH giornale solitamente ben informato ci segnala che i mercati del debito in America ed in Europa lanciano segnali di avvertimento, ancora una volta, sollevando il timore di una nuova ondata di crisi. Il costo delle copertura contro il default di Lehman, Merrill e altri big sono aumentati nelle ultime due settimane, libor e euribor in tensione. Per Lehman si parla di un revival dai 130 di fine aprile ai recenti 247 nei credit default swap spread, come ci fà notare John Hussman nella sua ultima fatica dal titolo A CLUE FROM CONTANGO! Anche MERRILL LYNCH non scherza, non scherza affatto! Resta sempre una speranza, il terzo livello o il fondo dell'oceano dove nascondere ogni struttura derivata, ogni bond strutturato. Nel frattempo si nota un certo movimento sulle rive della Federal Reserve una nuova politica all'orizzonte, un'improvvisa strambata in tutt'altra direzione ed intanto il governatore Mishkin si ritira in agosto, sostenitore ad oltranza del monetarismo alla Friedman e il buon William Poole in pensione da marzo, rilascia dichiarazioni sconcertanti a Bloomberg: "It is appalling where we are right now," former St. Louis Fed President William Poole, who retired in March, said in an interview. The Fed has introduced "a backstop for the entire financial system." " E' semplicemente spaventoso dove ora noi siamo, un autentico backstop per l'intero sistema finanziario...." ....e Fisher sollecita un ritorno alla politica monetaria in senso restrittivo per combattere la stagflazione o stagdeflation a seconda dei gusti. Nel frattempo circa 34 miliardi di dollari di perle ALT-a cartolarizzate nella prima metà del 2007, ovvero il 14 % dell'intero universo ALT-a S&P's tornano in territorio negative credit e molte classi valutate AAA (Xetra: 722800 - notizie) sentono il vento contrario oltre ad un certo numero di banche americane che provvedono a decretare la fine di qualsiasi prestito di derivazione immobiliare ed in maniera particolare di quelli di natura patrimoniale riferiti al valore delle abitazioni. Valore delle abitazioni che secondo l' ECONOMIST nei loro prezzi nominali starebbero sviluppando una caduta superiore di intensità persino alla Grande Depressione! Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
|
Scegli azione
|
|
|
|
Copyright © 2008 TrendOnline.com - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2008 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |