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Building sotto controllo
Di di Andrea Secchi
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Dal controllo degli accessi alla videosorveglianza, dalla gestione energetica alla cura di piscine o dei centri di elaborazione dati. Il tutto usando un solo applicativo web e una rete, aziendale o internet, e potendo ampliare le funzioni a piacere, con costi minimi, spesso solo quelli della nuova telecamera o della centralina di gestione. È un nuovo modo di concepire la building automation, con funzioni che vanno oltre la gestione degli edifici classica, ma soprattutto con una logica molto fluida, basata sui processi gestiti da uno stesso server, e non su singole funzioni che fanno capo ad apparati diversi. È come controllare tutto da un portale web, con finestre pop up che si aprono quando c'è un evento che si deve gestire, fosse anche solo qualcuno che suona al videocitofono del condominio.Gli usi? Non il singolo appartamento, ma una villa o un condominio, anche piccolo, sì, dal momento che si parte con poche migliaia di euro e solo con le funzioni che si
desidera. Poi non ci sono grossi limiti: il comune di Brescia ha fatto installare qua e là in città videocitofoni con cui i cittadini possono parlare con la polizia municipale per segnalare una situazione di pericolo o semplicemente chiedere informazioni. Un maxi-residence di Desenzano del Garda controlla chi entra a piedi e in macchina. Il gruppo Espresso gestisce da Roma la sicurezza e i sistemi ced delle varie sedi in Italia.Un condominio come un villaggio. A 800 metri da Sirmione, anche se in comune di Desenzano, c'è un maxi-condominio da 950 appartamenti, il Green Residence, costruito negli anni 90 dal gruppo immobiliare Urbani di Verona: tre grandi piscine in stile villaggio turistico, tanto verde, campo da calcetto, anfiteatro, ristorante privato e 1.700 garage, tutti nel sottosuolo. "A primavera inoltrata e d'estate qui si superano le 2 mila persone (quasi tutti gli appartamenti sono di proprietà, ndr)", racconta l'amministratore del Green Residence, Renzo Magentini, "e fra proprietari, ospiti, chi arriva in affitto e auto, era diventato molto difficile controllare gli accessi e garantire la sicurezza del residence. Così abbiamo cominciato a valutare varie soluzioni e abbiamo scelto quella di una società che si chiama Hyphen, perché la più pratica e semplice da applicare".Prima al Green Residence si è cominciato con il controllo degli accessi delle auto: le targhe vengono riconosciute automaticamente e si fanno entrare solo quelle registrate. Ciascun condomino ha diritto a un tot di posti auto: ne può registrare quanti ne vuole (suocera, fratello...) ma il sistema blocca l'accesso nel momento in cui in garage si è raggiunto il numero permesso. Poi c'è il controllo dell'accesso pedonale, realizzato attraverso badge, utili anche quando si affitta un appartamento per bloccare l'ingresso alla fine del periodo. La terza fase, ancora in via di realizzazione, è quella della videosorveglianza del perimetro del residence e delle zone critiche.Il costo? Duecentomila euro. Per condomino circa 200 euro da dividere in tre anni. "Una cifra irrisoria", commenta Magentini, "perché il valore che si ricava per gli appartamenti è esponenziale". Tutto dipende dalla leggerezza dell'infrastruttura: una rete, che in genere è già presente, e un software. Il server può anche essere dal fornitore. "Le funzioni che poi si possono aggiungere sono tantissime", racconta Andrea Turazza, di Hyphen, "per esempio si può gestire l'accesso alle piscine ai soli autorizzati, e io condomino posso decidere di far fare il bagno a mia figlia solo a determinati orari semplicemente gestendo i miei badge nel portale web, così come ora posso accreditare i miei ospiti con badge di scorta che possiedo...".Dal gruppo Espresso alla polizia di Brescia. "Quello che abbiamo fatto con il gruppo Espresso è molto simile al Green Residence", prosegue Turazza. "Loro hanno bussole del tipo usato in banca per il controllo degli accessi, la videosorveglianza. In più c'è tutta la parte legata alla gestione informativa, quella di accesso e sicurezza. Il fatto è che il gruppo ha una struttura delocalizzata, mentre tutto viene gestito su Roma. Per esempio il datacenter gestisce i sistemi di tutte le loro redazioni".A Brescia, come detto, si fa un uso particolare di questa tecnologia: semplici videocitofoni collegati alla rete che permettono ai cittadini di dialogare con la polizia municipale o, a seconda del momento, con l'addetto in comune. Essendo collegati alla rete, se ne possono aggiungere a piacere (ora sono cinque) senza vincoli, così come si può decidere chi dovrà rispondere in qualsiasi momento, perché l'interfaccia del risponditore non è nient'altro, ancora una volta, che un pop up del navigatore web.Il borgo piemontese. In Piemonte, dove la larga banda, fissa o wireless, ha raggiunto ormai quasi tutti i comuni, il Csp (CSPI - notizie) , il centro di ricerca e innovazione della pubblica amministrazione, è alla ricerca di applicazioni e servizi realmente utili ai cittadini che viaggino proprio sulla connessione veloce a disposizione. Uno di questi progetti, il Borgolab digital village, riguarda Borgofranco d'Ivrea, un paese di circa 3 mila abitanti dove, fra gli altri servizi, ne è stato attivato uno di telesorveglianza per il controllo del territorio sia dal punto di vista della sicurezza sia ambientale. "La banda larga, soprattutto wireless, ci consente di fare molto. In territori come questo, con grande superficie boschiva", dice Sergio Duretti, direttore generale di Csp, "è importante il controllo contro fenomeni di vandalismo, così come contro la nascita di discariche abusive. Ma oltre a questo ci sono le funzioni di telecontrollo e telelettura, tutte cose che sperimentiamo per trovare ciò che realmente è utile per il cittadino e che può avere riscontri di business, in modo da portarli anche in altri comuni". (riproduzione riservata)
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