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Martedì 1 Luglio 2008, 0:00
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Per evitare che alla fine a decidere come e dove assumere e tagliare sia una commissione finanziaria (così come prevede il decreto legge), i tecnici del ministro dell'istruzione, MariaStella Gelmini, stanno mettendo a punto un piano operativo per le 32 mila assunzioni-da farsi per settembre- che applica a pieno i rigori dei risparmi di spesa previsti dal dl. Secondo quanto risulta a IO, la prima proposta dispone che non vengano fatte assunzioni su alcune classi di concorso, anche importanti come per esempio lettere alle medie. La motivazione è semplice. Dall'anno scolastico 2009-2010 alle medie entrerà in vigore la riforma Moratti, con la riduzione da 11 a 9 ore di lezioni a settimana. Una riduzione che accompagnata agli ulteriori tagli tremontiani -da spalmare su tutti gli ordini di scuola innalzando il rapporto tra alunni e insegnanti, come previsto sempre dal dl-non darebbe più margini per assumere nel breve periodo nuovo personale. A meno che non si vogliano creare esuberi. Ipotesi che, allo stato dei fatti, l'Istruzione non vuole prendere neanche in considerazione. Il discorso fatto per lettere vale anche per educazione tecnica -sempre alle medie- che vedrà passare da tre a due le ore di lezioni a settimana. Anche per i precari di educazione tecnica, dunque, spazi quasi nulli nel breve periodo per un'assunzione a tempo indeterminato. Sempre che non ci siano correttivi. Nel decreto che fisserà le modalità operative delle 32 mila assunzioni, i tecnici della Gelmini sono intenzionati anche ad applicare un criterio che nelle passate immissioni in ruolo era sempre saltato: se non c'è una disponibilità almeno doppia di posti sulla classe di concorso, su di essa non si fanno assunzioni. E così nelle province dove per una tipologia di cattedra risulta esservi un solo posto vuoto (causa pensionamenti, tagli e riforma) non si assumerà nessuno. Il contratto a tempo indeterminato dovrà scattare solo con almeno 2 cattedre vuote. Se i criteri operativi non subiranno modifiche, delle nuove assunzioni beneficeranno in particolare i supplenti della scuola primaria e delle superiori. Ma fatte le assunzioni, operati i tagli di Tremonti e portata a regime la riforma Moratti, nel triennio le cattedre senza titolare e sulle quali fare nuove immissioni in ruolo saranno veramente marginali. Anche perché, a legge previdenziale invariata, il trend pensionistico è abbastanza limitato rispetto agli anni passati: solo 134 mila docenti lascerebbero, secondo una stima fatta da ItaliaOggi in base ai dati anagrafici dei docenti oggi in servizio Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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