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Lunedì 30 Giugno 2008, 12:27
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Prima di passare all'analisi di singoli risultati può essere interessante dare uno sguardo alla situazione generale: a medio termine l'orientamento delle borse nel loro complesso è negativo, tuttavia lo scostamento dai valori attuali, prendendo come riferimento l'indice MSCI World, non è esagerato. Le proiezioni ottenute con metodi statistici prospettano infatti alla fine del periodo estivo un calo del 4,5/5,0% rispetto ai prezzi correnti, tutto sommato un giudizio di sostanziale neutralità. Un giudizio neutrale sul medio periodo non significa tuttavia che nel breve termine le borse non possano andare incontro a variazioni anche maggiori. Il percorso che porta alla fine dell'orizzonte temporale considerato, quello dei tre mesi circa, potrebbe infatti non essere lineare, bensì caratterizzato in questo primo scorcio di estate da una rilevante debolezza che verrebbe poi riassorbita nella porzione restante. La tendenza neutrale si riflette anche nell'analisi dei risultati nel dettaglio: il numero di indici che prospettano di ottenere un saldo positivo alla fine del periodo sono solo 7 su 30, e per solo 4 di questi i numeri in gioco sono significativi. Si tratta dell'indice della borsa russa, di quello della borsa norvegese, della borsa giapponese, di quello di titoli a media capitalizzazione della borsa Usa (lo S&P400 medium cap), e di quello della borsa ceca. Per quello che riguarda la borsa Russa, l'indice Russia Moscow Time (l'indice fu lanciato nel settembre 1994 dal Moscow Times, il maggior quotidiano in lingua inglese edito in Russia) ha fatto registrare a maggio un nuovo massimo storico, a 26196, superiore al picco di inizio anno a 25872, confermando quindi la buona intonazione del trend rialzista in atto ormai dal giugno 2006. Il proseguimento del rialzo all'interno del canale che ne contiene le oscillazioni da circa due anni dovrebbe permettere il raggiungimento di area 27500 in tempi relativamente brevi. Solo discese sotto i 23200/300 punti, area di transito delle medie mobili a 100 e 200 sedute, potrebbe comportare una evidente alterazione della tendenza di fondo. L'ETF “Lyxor ETF Russia (DJ RusIndex Titans 10)” potrebbe fornire un punto di partenza per l'investitore interessato a questa area, anche se il benchmark al quale l'ETF fa riferimento, l'indice DJ RusIndex Titans 10 (con i dividendi reinvestiti) è composto solo dalle 10 azioni più liquide e capitalizzate del mercato russo, quindi offre una diversificazione limitata rispetto all'indice di mercato più generale. Per l'ETF un segnale rialzista importante verrebbe al di sopra di area 44,50/45,00, resistenza oltre la quale i prezzi potrebbero procedere al test di area 48. Ed in area di massimi storici si trova anche l'indice della borsa norvegese Oslo OSE All Share Index, che a fine maggio ha toccato quota 605, ad un passo dal top assoluto di luglio 2007 a 607. La base della tendenza, linea tracciata dal minimo di inizio anno, transita a 515/17 circa, quota coincidente con la media mobile a 100 sedute. Fino a che questo supporto sosterrà i prezzi le attese favoriscono il superamento di area 610, con conseguente ulteriore allungo dell'uptrend verso i 650 punti. Investire nella borsa norvegese non è una operazione semplice per il risparmiatore privato, mancando strumenti come gli Etf che permettono una facile replica dell'indice. Esiste poi in teoria un problema legato al rischio cambio: la corona norvegese è indipendente dall'Euro, anche se nel corso del 2008 ha oscillato in un range laterale ben delimitato, compreso tra quota 7,80 e 8,15 euro. Volendo concentrare l'attenzione sui singoli titoli, quelli che forse meglio rappresentano l'indice sono Statoil e Norsk Hydro (Oslo: NHY.OL - notizie) , entrambi in prossimità dei massimi storici. La borsa giapponese è graficamente interessante: con il ribasso visto nel periodo da inizio 2007 a marzo 2008 l'indice Nikkei (notizie) ha ritracciato il 62% circa del rialzo dai minimi del 2003, supporto dal quale si è poi realizzato un rimbalzo. La quota del 62% di ritracciamento in analisi tecnica è considerata molto rilevante, in quanto ultimo dei possibili livelli di ritorno della serie di Fibonacci. Ripiegamenti nell'ordine del 62/66% vengono considerati dai graficisti delle correzioni del trend primario (in questo caso il rialzo dai minimi del 2003), che quindi una volta terminata la flessione può riprendere. La reazione vista dal minimo di marzo al top di inizio giugno ha percorso il 25% circa se valutata in yen, il 17% circa se valutata in Euro. Il trend del cambio Euro Yen, passato negli ultimi mesi da area 150 a 168 circa ha giocato ovviamente a sfavore degli investimenti nel paese del Sol Levante, tuttavia c'è da notare che proprio in area 170 si colloca una forte resistenza sul grafico del cambio e che quindi la fase sfavorevole allo yen potrebbe anche essere al termine, almeno temporaneamente. La rottura di area 14500 da parte del Nikkei potrebbe rappresentare quindi un segnale interessante anche per l'investitore. Target inizialmente in area 15000, poi, in caso di superamento di questa soglia, a 15800. Di Etf, quotati in Italia, che replicano l'andamento della borsa giapponese ne esistono 3. Tra questi l'ETF “iShares MSCI Japan”, che ha come indice di riferimento l'MSCI Japan, composto da circa 345 azioni giapponesi ad elevata capitalizzazione e liquidità, è forse il più interessante. Degna di nota anche la performance delllo S&P400 Mid Cap, indice dei titoli a media capitalizzazione della borsa americana. Dai minimi di marzo ai massimi di giugno l'indice si è infatti rivalutato del 22% circa, contro il 14,5% circa dello S&P500, l'indice delle blue chip. Con il movimento culminato ad inizio giugno l'indice delle mid cap è tornato in prossimità dei massimi storici del 2007, segnati in area 930 (top di giugno a 897). Fino a che i prezzi si manterranno al di sopra di area 825/830 le prospettive rimarranno in favore di un nuovo test di quota 930 ed, in caso di rottura, della ripresa del trend rialzista di lungo periodo con target a 1050 circa. Un modo per cercare di replicare l'andamento di questo indice potrebbe essere quello di investire nell'ETF SPA ETF plc MarketGrader Mid Cap. Il benchmark è il Market Grader Mid Cap, indice che seleziona sulla base di una metodologia quantitativa proprietaria (ad ogni azione viene assegnato un punteggio in base a fattori fondamentali di tipo Growth, Value, Profitability e Cash Flow, ognuno dei quali si compone di 6 indicatori, per un totale di 24 indicatori fondamentali) le prime 100 azioni “mid” tra quelle quotate negli USA (per azioni “mid” si intende una capitalizzazione compresa tra 1 e 10 miliardi di $). Le componenti sono riviste due volte l'anno. Ovviamente per tutti gli investimenti che guardano al mercato americano è necessario tenere conto del rischio cambio. L'euro dollaro è tuttavia vicino ai massimi di periodo, toccati ad aprile in area 1,60, e sembra ora pronto per una correzione, che sotto il supporto a 1,5250 potrebbe puntare verso area 1,47. Solo il superamento di area 1,60 cambierebbe radicalmente in quadro, suggerendo in quel caso di andare a coprire il rischio cambio su eventuali investimenti denominati in dollari Usa. Anche per l'indice della borsa Ceca i massimi storici, toccati ad ottobre 2007 in area 1945, non sono troppo distanti dai valori attuali: a maggio i prezzi sono tornati a quota 1710 circa dopo aver toccato ad inizio anno un minimo a 1454. Il proseguimento della reazione verrebbe permesso dalla rottura di area 1700, con target in quel caso nuovamente sui massimi di area 1950. Solo discese sotto i 1450 punti segnalerebbero uno stato di debolezza tale da fare prevedere il raggiungimento di nuovi minimi annuali prima che si possa realizzare un rimbalzo. Per replicare l'andamento della borsa ceca, anche se in modo non perfetto, l'investitore ha a disposizione l'ETF “ iShares MSCI Eastern Europe ”, il cui benchmark, l'indice “MSCI EM Eastern Europe Index 10/40”, è composto dai 50 titoli azionari più capitalizzati e liquidi negoziati presso le seguenti borse dei mercati dell'est Europa: Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Russia, e l'ETF “Lyxor ETF Eastern Europe (CECE EUR)”, avente come benchmark l'indice “CECE EUR”, calcolato in Euro e composto da tutte le azioni incluse nei seguenti indici calcolati dalla Borsa di Vienna: Hungarian Traded Index (HTX), Czech Traded Index (CTX) e Polish Traded Index (PTX). Le componenti attualmente sono 27. Volendo approcciare il problema degli investimenti estivi con non solo la prospettiva del profitto in mente, ma anche con quella della prudenza, ci sono almeno altri tre candidati che il risparmiatore potrebbe considerare come appetibili, cioè indici che, pur prospettando una possibilità di guadagno inferiore rispetto a quelli già trattati, sembrano offrire allo stesso tempo garanzie di una volatilità dei rendimenti più ridotta. Si tratta dell'indice della borsa austriaca, di quello della borsa di Seul e del tecnologico Nasdaq (NASDAQ: notizie) . La borsa austriaca ha fatto registrare performance da brivido nel corso del rialzo visto dai minimi di fine 2002, poco al di sotto dei 1000 punti, al massimo (storico) di luglio 2007 a 5010 (il calcolo è facile, si tratta di un rialzo del 500% circa, veramente tanto se confrontato con il +130% circa del Mibtel nello stesso periodo) e si è dimostrata altrettanto solida durante la fase di calo, quando, fino al minimo di gennaio a 3450, ha lasciato sul terreno il 30% circa contro il 33% circa del Mibtel. Fino a che l'indice Atx (Vienna: notizie) si manterrà al di sopra dei 3600 punti le attese saranno in favore di un nuovo test dei massimi storici a 5010. Per il Kospi di Seoul valgono le stesse considerazioni: grande capacità di apprezzarsi durante le fasi di rialzo (l'indice era sceso fino in area 510 nel 2003 per salire a quota 2100 nel novembre 2007) e buona tenuta nelle fasi di ribasso (26% circa il calo dal top del 2007 al minimo di marzo 2008). Il superamento dei massimi di maggio in area 1900, con i quali era stato messo alla prova l'ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci relativo al ribasso dal top di novembre, dovrebbe fornire un segnale favorevole al ritorno in area 2100 almeno. Negative invece discese sotto i 1650 punti, introduttive ad un nuovo test dei minimi dell'anno a 1537. Anche il Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) ha messo a segno un rimbalzo importante dai minimi di marzo al top di maggio (+18% circa), mantenendosi poi nel corso della flessione registrata nelle ultime settimane molto più distante dai valori di partenza della reazione rispetto ad esempio allo S&P500. Il Nasdaq ha infatti ritracciato con i minimi di giugno il 50% circa del rialzo visto da marzo, lo S&P500 il 75% circa. La tenuta di area 2300 dovrebbe permettere all'indice di tornare a mettere alla prova area 2550. In caso di successo oltre quei livelli atteso il proseguimento del rialzo verso lo scoglio dei 2600 punti, ultimo ostacolo a separare il Nasdaq dal recupero di area 2800/850. Solo discese sotto area 2250 potrebbero costituire un elemento di fragilità non trascurabile, prospettando non solo un nuovo test dei minimi dell'anno a 2155, ma potenzialmente anche la loro violazione ed il proseguimento del ribasso fino in area 2000 circa. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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