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Lunedì 30 Giugno 2008, 17:19

Unicredit in cerca del riscatto. Corale l'ottimismo dei brokers sul titolo

Di Alberto Susic

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L'ultima seduta del mese di giugno, che coincide anche con quella di chiusura del primo semestre di quest'anno, non ha riservato sorprese molto positive per Unicredit. Per la terza seduta consecutiva infatti il titolo si è mosso al ribasso e dopo aver abbandonato la soglia dei 4 euro, è ritornato a testare quest'oggi il minimo di venerdì scorso. Nel corso della seduta odierna, le azioni dell'istituto di Piazza Cordusio hanno segnato il valore più basso a 3,7975 euro. Da questo livello è partito un deciso rimbalzo, che a meno di mezz'ora dalla chiusura vede il titolo impegnato a riconquistare la parità, passando di mano a 3,88 euro, con un lieve rialzo dello 0,08% e oltre 96 milioni di azioni già scambiate.

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Diversi i fattori che pesano sull'andamento odierno del titolo, a partire dall'incertezza del mercato e dalla debolezza del settore bancario, che risente delle cattive notizie arrivate sia dall'Europa che dall'America. A favorire le vendite è anche la delusione per il piano industriale presentato la scorsa settimana, che è stato bocciato dalla Borsa, dal momento che alcuni operatori temono che gli obiettivi prefissati saranno difficilmente raggiunti, mentre per altri si tratta di target inferiori alle previsioni.
Intanto il titolo continua a perdere terreno, scivolando su nuovi minimi del 2008, rendendo sempre più pesante il bilancio da inizio anno, che presenta una negatività ormai nell'ordine di circa 30 punti percentuali.
La debolezza di Unicredit non trova riscontro però nel giudizio espresso dalla maggior parte delle banche d'affari che continuano a mantenere nel complesso una view improntata all'ottimismo. Proprio questa mattina Dresdner ha reiterato la sua strategia sul titolo, consigliando di acquistare con un prezzo obiettivo molto interessante a 6,25 euro, che offre un upside di oltre il 60% dai valori attuali. Gli analisti hanno accolto con favore la presentazione del nuovo business plan del gruppo, ritenendo che i target in esso contenuti siano ragionevoli, spiegando in particolare che le stime sull'utile per azione al 2010, con una crescita attesa tra il 10% e il 12%, sono in linea con le loro stime.
Una conferma positiva è arrivata sempre oggi dal Credit Suisse che dopo il piano industriale presentato la scorsa settimana, ha ribadito la raccomandazione “outperform” su Unicredit, limando però il target price da 5,7 a 5,2 euro. La banca elvetica ha realizzato questa mossa sulla scia di una revisione al ribasso delle stime sull'utile per azione del gruppo per l'anno in corso e per il prossimo.
Una sforbiciata altrettanto corposa del fair value è arrivata da Jp Morgan che ha rivisto il prezzo obiettivo del titolo da 6,36 a 5,61 euro. La banca d'affari americana mantiene inalterato li rating “overweight”, in quanto ritiene che nel lungo termine il titolo presenti un interessante appeal. Nel breve periodo invece si stima un'ulteriore fase di debolezza, nonostante Unicredit sia una delle poche banche italiane ad aver fornito delle guidance sui ricavi.
La stessa raccomandazione di Jp Morgan viene adottata da Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) che consiglia quindi di sovrappesare il titolo in portafoglio, con un target price a 5,5 euro.
A scommettere sulle azioni dell'istituto di Piazza Cordusio sono anche i colleghi di Banca Akros che dopo diffusione del nuovo piano industriale, hanno ribadito la raccomandazione “buy” con un fair value a 5,7 euro. Gli analisti hanno definito in linea con le loro previsioni le indicazioni fornite dal gruppo in merito ai ricavi attesi a fine piano, ricordando che al 2010 si stima un dato in crescita a 36 miliardi di euro.
A mantenere un atteggiamento cauto è invece Citigroup (ASFZ.PK - notizie) che conferma il rating “neutral” su Unicredit, con un prezzo obiettivo a 4,6 euro. La banca d'affari americana continua a preferire altre storie nello stesso settore, soprattutto tra quelle che offrono un più basso profilo di rischio.


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