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Martedì 30 Giugno 2009, 21:09

Domani a Piazza Affari: l'odierno movimento a passo di gambero impensierisce un po'

Di Alberto Susic

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Giornata con un finale amaro per le Borse europee che hanno restituito quasi interamente il rialzo della vigilia, complice l'ondata di vendite che si è abbattuta nel pomeriggio sui listini. Sulla scia del deludente dato macro Usa relativo alla fiducia dei consumatori, i ribassisti sono entrati in azione, costringendo gli indici del Vecchio Continente a chiudere gli scambi a non molta distanza dai minimi intraday. Il Ftse100 ha ceduto l'1,05%, mentre il Dax30 e il Cac40 (Parigi:

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notizie) sono rimasti più indietro, con una flessione dell'1,56% e dell'1,67%.
Ad uscire quasi indenne dall'ondata di vendite che si è riversata nel pomeriggio sulle Borse europee e americane, è stata Piazza Affari dove l'indice Ftse Mib ha terminato gli scambi a quota 19.063 punti, con un calo contenuto dello 0,18%.
In mattinata le quotazioni dell'indice delle blue chips si erano spinte in avanti, arrivando a toccare un massimo a 19.300, da cui però hanno bruscamente ripiegato fino a segnare un minimo a 18.918 punti.
In linea con quanto indicato nella rubrica di ieri, quando avevamo parlato di un possibile allungo nell'immediato, l'indice ha effettivamente cercato di spingersi in avanti. I corsi però si sono scontrati con l'importante resistenza dei 19.250/19.300, che ha fatto sentire tutta la sua forza, tanto da far arretrare il Ftse Mib di circa 400 punti.
Il movimento odierno, oltre ad evidenziare l'incapacità del mercato di aver ragione su alcuni ostacoli significativi, getta un'ombra sulla validità del rimbalzo avviato dai minimi in area 18.500. Per garantirsi una fase di ritrovata positività e immunizzarsi dal rischio di nuove flessioni, il Ftse Mib dovrà superare quanto prima l'area dei 19.300 e ancor più riposizionarsi al di sopra dei 19.500 punti. Solo oltre livello si potranno contemplare allunghi in direzione dei 20.000 prima e dei recenti massimi di periodo in seguito.
In assenza di ciò e soprattutto con la tenuta dei 19.250/19.300, saranno probabili ritorni al di sotto dei 19.000 punti e dei 18.800. La violazione di questi ultimi renderà inevitabile un nuovo test dei recenti minimi in area 18.500/18.400, l'abbandono dei quali aprirà spazi di flessione anche significativi, con obiettivo l'area dei 17.000/17.100 punti.
Lo scenario resta ancora molto incerto e segnato da una scarsa convinzione di fondo, motivo per cui è bene mantenere un atteggiamento di cautela, onde evitare sgradite sorprese che eventualmente possano arrivare nelle prossime ore.
L'andamento negativo di Wall Street, salvo recuperi fino al suono della campanella, non lascia ben sperare per l'avvio degli scambi domani in Europa.

La prossima giornata sarà piuttosto impegnativa sul fronte macro Usa, con diversi dati da seguire con attenzione, a partire dall'indice relativo alle richieste di mutui ipotecari. Ben più rilevante sarà la stima ADP (Parigi: FR0010340141 - notizie) sui nuovi posti di lavoro nel settore privato, che dovrebbe evidenziare una variazione negativa di 375mila unità, in recupero rispetto alla perdita di 532mila impieghi registrata a maggio.
Previsti anche due aggiornamenti relativi al settore immobiliare, con la spesa per le costruzioni che a maggio dovrebbe mostrare un calo dello 0,5%, in peggioramento rispetto alla crescita dello 0,8% precedente. In agenda anche l'indice relativo alle vendite di case con contratti in corso, che a maggio ha segnato un rialzo del 6,7%. Per l'indice ISM manifatturiero di giugno è attesa una lettura pari a 44 punti, in recupero rispetto ai 42,8 dell'ultima rilevazione.
Sempre domani pomeriggio sarà diffuso il consueto report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia statunitense.


A Piazza Affari i riflettori saranno puntati su Fiat (Milano: F.MI - notizie) in attesa dei dati sulle immatricolazioni di auto in Italia, che saranno diffusi dal Ministero dei Trasporti in riferimento al mese di giugno.
Da seguire anche i titoli del settore oil dopo che i prezzi del petrolio si sono riportati in area 70 dollari al barile e in attesa del report sulle scorte strategiche Usa.


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