ROMA (Reuters) - La metà delle imprese italiane (46%) ha registrato un aumento dei tassi di interesse a seguito della
crisi finanziaria internazionale, rende noto il Centro studi di Confindustria.
In una sezione speciale dell'Indagine rapida dedicata al credit crunch si legge che l'aumento medio dei tassi rilevato si
attesta intorno allo 0,35%, con un minimo di 0,05% e un massimo di 0,9%.
Alla quasi totalità delle imprese (97%) non sono state richieste ulteriori garanzie sottostanti il credito rispetto al periodo
precedente le tensioni sui mercati cominciate in luglio/agosto. Inoltre, l'entità del credito accordato è rimasta
sostanzialmente invariata.
Le restrizioni rilevate sono state spiegate per il 48,5% da effetti della crisi finanziaria. Il 51,5% delle imprese non ha,
invece, fornito alcuna indicazione in merito alle cause delle restrizioni.
In particolare, nessuna impresa del panel dell'Indagine rapida, che è composto da imprese medio-grandi, ha segnalato
problemi legati ai nuovi parametri di Basilea 2 che diventeranno operativi a partire da gennaio 2008.