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Venerdì 30 Ottobre 2009, 12:45

Bankitalia: Enti Locali, Derivati Tornano Di Moda

AGI OnLine

(AGI) - Roma, 30 ott. - Torna di modo l'utilizzo dei derivati negli enti locali. Nei primi sei mesi dell'anno, segnala il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, il numero complessivo di amministrazioni che hanno adoperato lo strumento e' salito a 519, con un balzo del 9,5% rispetto alle 474 di fine 2008. In leggero calo a 990 milioni di euro risulta invece il valore complessivo dell'esposizione dopo il picco di 1,061 miliardi di euro toccato al 31 dicembre dell'anno scorso. Rispetto ai 600 milioni di fine 2005 si tratta comunque di un incremento del 65%. A fare la parte del leone sono i comuni: a ricorrere ai derivati sono stati in 464 contro i 415 di sei prima, per un valore di 572 milioni in linea con i 570 milioni di fine 2008. Tra le Regioni sono 13, come l'anno scorso, quelle che hanno utilizzato i derivati per una cifra complessiva in calo da 360 a 292 milioni. Le province interessate dal fenomeno sono invece scese da 32 a 28 per un impegno ridotto da 119 a 110 milioni. Il peso dei derivati sul totale del debito si attesta all'1,2% per province e comuni e allo 0,7% per le Regioni. Lombardia (53) Puglia (48) e Veneto (45) le Regioni dove i derivati attraggono piu' amministrazioni locali. Nel complesso, a fine 2008 il debito delle amministrazioni locali si e' collocato a 106,6 miliardi, pari al 6,4% di quello complessivo delle amministrazioni pubbliche e in calo rispetto ai 109,9 miliardi di fine 2007. Il rapporto tra debito delle amministrazioni locali e Pil si e' attestato al 6,8%, con una riduzione dello 0,3% rispetto all'anno prima. In rapporto al Pil delle rispettive aree geografiche il debito e' pari al 5,8% nel Nord-Ovest, al 4,6% nel Nord-Est, all'8,5% nel Centro e all'8,7% nel Mezzogiorno. Sempre alla fine del 2008, il 42,6% del debito delle amministrazioni locali era a carico di enti del Nord del Paese, suddiviso tra 27,3% a Nord-Ovest e 15,3% a Nord-Est, il 27% riguardava il Centro e il 30,4% il Sud. Il 44,6% del debito era a carico dei Comuni, il 38,8% delle Regioni, l'8,5% delle province e l'8,1% di Altri enti, prevalentemente produttori di servizi sanitari.

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