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Venerdì 30 Ottobre 2009, 18:29

Benzina: qual'è la strada del risparmio?

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Super a 1,334 al litro ma il barile rimane sotto la soglia degli 80 dollari. Il paradosso dei prezzi della benzina continua a torturare gli automobilisti che, per ottenere qualche piccolo margine di risparmio, si recano in massa alle così dette “pompe bianche”, i distributori senza marca.

Un esempio per tutti il Piemonte, dove le multinazionali del petrolio possiedono due impianti su tre. Il terzo appartiene ai piccoli operatori, che nell´ultimo periodo stanno spuntando come funghi. Soprattutto aumenta la quantità di carburante che esce dai loro bocchettoni: nel 2002 era il 22 per cento dell´erogato totale, nel 2008 è salito al 30. Perché conviene. La benzina senza marca conviene parola di Centro Calor. La società di Magliano Alpi, nel Cuneese, che fa parte della Iplom di Busalla, raffineria in provincia di Genova ha aperto nel 2005 un distributore davanti alla sede. Fu un successo, che continua. Ottenuto grazie a prezzi tra i più bassi d´Italia: ieri la diesel costava 1,04 euro, la verde 1,20 euro, ossia rispettivamente 12 e 13 centesimi in meno della media nazionale. Su un pieno da 50 litri sono oltre sei euro risparmiati. Il segreto del successo? L’accorciamento della filiera e la riduzione delle spese di gestione. Tradotto, nessun intermediario da cui acquistare e una struttura snella, fatta solo di pompe self-service con un unico operatore tuttofare. Soprattutto in tempi di crisi, tenere basse le cifre sul totem davanti alla pompa vuol dire vincere. Altra possibile via di risparmio anche il ricorso alla grande distribuzione organizzata. I più avanzati sono i marchi transalpini, che in Francia commerciano i carburanti già da tempo. Auchan ha quattro pompe a Torino, una a Cuneo, una a Trecate (Novara) e si dice «molto soddisfatta». Carrefour

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(CA.NX - notizie) ha impianti vicino alle Gru di Grugliasco, in corso Grosseto a Torino, a Nichelino, a Leinì, a Vercelli. E ne sta per aprire altri due a Rivalta e Orbassano. Il risparmio in questi casi è significativo e nell’ordine dei sei-dieci centesimi rispetto al prezzo consigliato dalle grandi compagnie. Per tenere bassi i prezzi è sufficiente ridurre i margini, sostengono i vertici delle compagnie che erogano tra le cinque e le dieci volte rispetto alla media dei distributori italiani. E le grandi multinazionali? Se sono vicine ai distributori low cost cercano, a stento, di adeguarsi. Il gestore sta a guardare: a lui spettano circa 4 centesimi al litro, se vuole può fare sconti. Solo che deve decurtarsi lo stipendio.

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