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Venerdì 30 Ottobre 2009, 13:00
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"I requisiti di accesso delle misure stanziate in Finanziaria per i co.co.pro vanno incrementati, allargandoli non solo alla platea di persone che li ha utilizzati fino ad oggi - circa 2 mila persone - ma anche a coloro che hanno svolto un'attività di collaborazione continuativa e a chi possiede una partita Iva". Lo sostiene in una nota Ivan Guizzardi, Segretario generale della Felsa-Cisl (la Federazione della Cisl che rappresenta i lavoratori autonomi e atipici)."I requisiti di accesso" - sostiene il sindacalista – "devono essere ampliati anche alle persone che hanno lavorato e versato meno di tre mesi di contribuzione nella gestione separata Inps, e non solo a chi ha un unico contratto, ma anche a chi ha avuto più contratti a progetto e che avendo perso il lavoro si trova senza reddito". "La Felsa nell'obiettivo di ampliare e migliorare le tutele dei propri iscritti" – aggiunge Guizzardi – "sta lavorando per la costituzione di un Fondo di assistenza sanitaria integrativa, primo nel suo genere, indirizzato a tutti coloro che svolgendo un lavoro autonomo sono in possesso di una partita Iva. A fronte di una partecipazione dei collaboratori con proprie risorse chiediamo" – conclude- "una compartecipazione di risorse pubbliche per rendere le prestazioni più adeguate e più significative. L'obiettivo della Felsa è di rendere operativo il Fondo già nel corso del Approfondisci il tema su www.intrage.it |
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