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Solow: "Il lavoro manca ancora, non è vera ripresa"
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Da La Repubblica: "Le sembra una buona notizia? Non ne sarei così sicuro. Intanto, era ampiamente prevista. E poi dopo una recessione di questa portata, ben altri ritmi di crescita sarebbero necessari". Robert Solow, classe 1924, economista del Mit di chiara fede liberal e premio Nobel nel 1987, ci tiene a gettare acqua sul fuoco. "Nelle precedenti recessioni - spiega in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Repubblica - anche se a dir la verità non nelle più recenti, i trimestri successivi a quelli dei grandi crolli hanno fatto segnare tassi di ripresa del 6,7 anche 10-11 per cento. Qualsiasi livello inferiore è insufficiente". Quindi secondo Solow speranze di un inizio di un recupero della disoccupazione "sono nulle per il momento". "La distruzione di ricchezza è stata così importante, dal gennaio 2008 sono stati persi 7,2 milioni di posti di lavoro, la disoccupazione ha raggiunto il 9,8%, le case pignorate nello stesso periodo sono state 6,3 milioni.... Devo continuare? Ma c'è ancora un'aggravante: il rialzo del Pil è dovuto, oltre che ad alcune manovre di inventario delle aziende, al programma di incentivi all'acquisto di auto", snocciola numeri alla mano il premio Nobel uno scenario da Apocalisse. Programma che ricorda ancora Solow è terminato lo scorso agosto. E nel mese di settembre le vendite di automobili sono crollate del
40%.
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