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RAMO VITA
Polizze vita, tra prospettive di rendita
e voglia di protezione

di Luigi dell'Olio

Proteggersi contro gli imprevisti della vita. Integrare la pensione statale. Puntare alla crescita del capitale. Sono tanti i motivi che possono spingere il risparmiatore a stipulare una polizza vita. Un settore che nell’ultimo decennio ha conosciuto un’esplosione nel mercato italiano, ma che negli ultimi mesi vive un periodo di stanca, in linea con quanto avviene in tutto il mondo finanziario.

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Mercato in frenata
Le statistiche elaborate dall’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) segnalano che nei primi due mesi del 2008 c’è stato un crollo nella produzione di nuove polizze: tra febbraio 2007 e lo stesso mese di quest’anno, il mercato ha subito una frenata del 19,8%, che porta il bilancio del primo bimestre a un calo del 17,9%. Analizzando in maniera approfondita i dati, si scoprono, però, notevoli differenze: di fatti, il calo è in gran parte dovuto al crollo del canale bancario e postale (-29,8%), che evidentemente in questo momento preferisce collocare prodotti alternativi come le obbligazioni bancarie, che assicurano immediata liquidità agli istituti in un momento di stretta creditizia. Al contrario, cresce l’attività degli agenti (+7,9%) e quella dei promotori finanziari (+69,7%), due categorie che tuttavia hanno uno scarso peso sul mercato nel suo insieme.

Perchè sottoscrivere una polizza?
I motivi per sottoscrivere una polizza vita possono essere i più svariati: la peculiarità di questi prodotti, rispetto ad altri del risparmio gestito, consiste nel fatto che abbinano all’obiettivo di crescita del capitale una tutela contro gli imprevisti. Ci sono polizze che intervengono in caso di decesso o di inabilità al lavoro di persone con familiari a carico, dette rispettivamente per il caso morte e di rischio. In questi casi, al verificarsi dell’evento, scatta per i beneficiari il diritto alla rendita o al capitale differito. E ci sono le polizze miste che sono una combinazione fra un’assicurazione caso vita di capitale differito e un’assicurazione caso morte. La compagnia assicuratrice s’impegna sia a pagare una rendita o un capitale alla scadenza in caso di sopravvivenza dell’assicurato, sia a versare un determinato importo qualora l’assicurato muoia durante la durata del contratto.

Ci sono poi quelle che hanno un contenuto più finanziario, come le polizze unit linked o index linked. Le prime hanno un andamento legato a quello dei fondi comuni scelti come sottostanti, mentre le seconde sono legate al rendimento di un indice borsistico. Entrambe sono generalmente più esposte alle fluttuazioni rispetto a quelle che hanno un contenuto prevalentemente protettivo, ma tendenzialmente consentono una crescita maggior del capitale nel lungo periodo. Il decollo della previdenza integrativa ha portato in auge le polizze vita come strumento di pianificazione del proprio futuro. Il versamento di premi periodici alla compagnia assicurativa, infatti, può consentire di creare nel tempo un capitale, che si renderà disponibile al momento della pensione. In questo senso, le assicurazioni costituiscono un’alternativa ai fondi pensione.

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Il confronto con altri strumenti di risparmio gestito
La presenza di un’assicurazione all’interno di tutte le polizze fa sì che i rendimenti siano generalmente più contenuti rispetto a fondi comuni, fondi pensione ed etf della stessa classe. Un’altra differenza è data dalle penalità: se i fondi e gli etf possono essere rivenduti in qualsiasi momento senza balzelli (escluse le commissioni d’uscita), il riscatto anticipato della polizza (quindi prima della naturale conclusione del contratto) espone il risparmiatore al pagamento di una penale, che può falcidiare pesantemente il rendimento complessivo. Per questo motivo, prima di scegliere, è consigliabile fare un’attenta valutazione delle proprie necessità: se si punta a un rendimento di medio periodo e non si vuole immobilizzare una somma di denaro per un certo numero di anni, probabilmente sarà più conveniente vagliare opzioni alternative alle polizze. Queste ultime, invece, sono convenienti nel caso in cui l’obiettivo principale sia tutelarsi contro gli imprevisti della vita. In un portafoglio variegato, le polizze possono convivere con azioni, obbligazioni, fondi ed etf, ciascuno con un peso proporzionato agli obiettivi del risparmiatore.



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