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RC AUTO Assicurare rimane un obbligo
di Fausta Chiesa
Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha salvato la legge italiana che obbliga le compagnie assicurative a stipulare a chiunque lo richieda una polizza Rc Auto. Alcune compagnie straniere che operano anche nel nostro Paese avevano presentato un reclamo all'Unione Europea, chiedendo di abolire l'obbligo a contrarre e, nel 2006, l'Italia era stata deferita davanti alla Corte di Giustizia Europea, che però ha recentemente respinto i ricorsi. L'obbligo a contrarre garantisce che tutti gli automobilisti, anche quelli più a rischio, trovino una compagnia che li assicuri, anche se a caro prezzo. Con l'abolizione dell'obbligo, il rischio era che migliaia di automobilisti giudicati più rischiosi trovassero sempre meno compagnie disposte a coprirli. Se la sentenza avesse accolto il ricorso, le compagnie avrebbero potuto rifiutare la polizza ai clienti giudicati più a rischio di sinistro e quindi non coprire particolari città d’Italia - come Napoli, ad esempio - dove il numero di incidenti è più elevato.
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Le compagnie di altri Paesi e piccole o nuove compagnie erano interessate a togliere l’obbligo perché volevano vendere soltanto in alcune aree geografiche più sicure oppure costruire polizze Rc auto mirate su alcuni settori di mercato, per esempio le donne o determinati veicoli. Ma per ora siamo tutti salvi.
Obbligate, ma con tariffe libere
Ma se con la sentenza rimangono obbligate a contrarre, sono comunque libere di farlo a qualsiasi prezzo. Ed è sulla libertà delle tariffe che si basa la motivazione della sentenza: “la normativa italiana impone a tutte le assicurazioni l'obbligatorietà di assicurare tutti i proprietari di veicoli residenti in Italia, ma vieta di applicare tariffe differenziate in funzione di statistiche storiche del costo medio del rischio nell'ambito di categorie di assicurati definite in maniera sufficientemente ampia”.
E infatti le statistiche sulle tariffe dimostrano che nelle città rischiose si paga di più. Secondo i dati di Altroconsumo, se si prende come riferimento un diciottenne neopatentato con classe di ingresso bonus malus 14, il premio medio Rc auto differisce a seconda della città: a Milano paga 1.600 euro, a Palermo 2.000 euro, a Roma 2.350 euro e a Napoli 3.200.
A onor del vero, sul fronte delle tariffe va detto che stanno scendendo. "I premi sono già scesi", ha detto Fabio Cerchiai, presidente dell'Ania, che per quest'anno prevede che la situazione sarà stabile. Il problema è che i sinistri, che stavano diminuendo, hanno invertito la rotta e se non scendono i sinistri è difficile che possano scendere anche i premi.
La conferma che i premi stanno scendendo proviene anche dal presidente di Altroconsumo. “E’ vero - conferma Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - ma se la sentenza della Corte di Giustizia è positiva perché salva le città a rischio, è anche vero che ha come conseguenza quella di scoraggiare l’arrivo in Italia di compagnie straniere e quindi di limitare la concorrenza”. E se c’è meno concorrenza, è meno facile che i prezzi scendano. E se i premi a Napoli sono elevatissimi, il pericolo è che l’automobilista non stipuli alcuna polizza e rimanga scoperto e fugga in caso di incidente.
Specializzati nei bad risk, così funziona negli altri Paesi europei
Ma se per avere più concorrenza bisogna eliminare l’obbligo a contrarre chi stipulerà una polizza ai guidatori più rischiosi?
“Succederà come avviene negli altri Paesi - spiega Martinello - dove alcune compagnie di sono specializzate nella gestione dei cosiddetti , cioè decidono di operare in quel mercato, che ovviamente avrà polizze più costose”.
L’obbligo a contrarre è un’anomalia italiana, esiste praticamente soltanto nel nostro Paese, negli altri Paesi europei le compagnie possono rifiutarsi di stipulare una polizza. Ma anche senza obbligo anche il pluri-sinistrato più indisciplinato trova comunque chi lo assicura, anche se a caro prezzo.
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