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UMTS
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WAP è ormai sinonimo di "Wait And Pay", aspetta e paga. Questo è probabilmente il più eclatante segnale del fallimento di una tecnologia nata per unire Internet e il cellulare.
La scarsa velocità (9600 bit al secondo), i pochi servizi a disposizione, l'incapacità dei produttori di dispositivi di trovare un accordo sugli standard tecnologici sono stati i principali argomenti che hanno portato al fallimento del Wireless Application Protocol.
L'arrivo del GPRS (General Packet Radio Service) sembra aver spazzato via i problemi legati al futuro di un dispositivo diffusissimo ed alla moda come il cellulare. Anche in questo caso non sono mancati certo i problemi, soprattutto i ritardi. Ma quella che viene detta la "Fase 2+" della telefonia cellulare è ormai realtà.
Il prossimo passo sarà l'arrivo dell'UMTS (Universal Mobile Telecommunication System), la cosiddetta Fase 3 di questa tecnologia.
A differenza del GPRS, che è in grado di garantire una velocità di ricezione dei dati fino a 155 Kbit/s, l'UMTS raggiunge i 2 Mbit/sec. Un notevole passo in avanti che potrebbe trasformare i telefoni da taschino in dispositivi multimediali in grado di ricevere e trasmette non solo voce, ma anche video e animazioni.
A livello di servizio, già dal GPRS è avvenuto il cruciale passaggio dalla tariffazione "a tempo" (tipica del WAP e del GSM) legata alla durata della connessione, a quella "a pacchetto" caratterizzata invece da legare i propri costi alla quantità di dati ricevuti.
La navigazione del Web, la ricezione della posta, la collaborazione "On Line" via Internet l'obiettivo del GPRS: l'UMTS avrà invece il compito di trasformare il rapporto degli utenti con il proprio cellulare. Non più uno strumento di fonia in grado di fornire "servizi aggiunti", ma un vero e proprio terminale multimediale collegato permanentemente alla rete.
Lo stesso fatto di usare il termine "cellulare UMTS" può essere una distorsione di quanto potrebbe avvenire in realtà: non saranno i cellulari gli strumenti d'ingresso all'Internet via radio, ma dei terminali nuovi, un incrocio tra gli attuali palmari ed i telefonini ad ampio visore già in commercio.
Un monitor grande, sensibile al contatto, di altissima qualità saranno le uniche caratteristiche che già ora è possibile immaginare per questi dispositivi futuribili: saranno sicuramente costantemente connessi ad Internet, le e-mail multimediali sostituiranno gli SMS e le telefonate saranno solo un accessorio di questi nuovi terminali.
Si sta per aprire un mercato enorme, di servizi nuovi ed iper-tecnologici; e se non sarà l'UMTS a trasformare un mercato ormai asfittico come quello dei cellulari, ci penseranno altre tecnologie sempre orientate all'Internet sempre ed ovunque sul telefonino.
Ne è un esempio il Giappone: nella patria del Sol Levante, da sempre attenta ai nuovi fenomeni tecnologici, già dall'inizio del 1999 si sperimenta l'Internet "Always On" sui telefonini. Dapprima utilizzando WAP, poi passando all'I-Mode molto prima che in Europa il GPRS potesse avere quote di mercato, i giapponesi stanno ora tentando di aumentare le potenzialità delle tecnologie che già sono in uso. Le velocità non sono paragonabili a quelle prospettate per l'UMTS, ma un mercato di 13 milioni di utilizzatori nel solo Giappone sta a significare come "Internet sul cellulare" possa essere motore di un mercato di servizi a valore aggiunto estremamente ricco.
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