INVESTIMENTI Le alternative ai BOT
di Luigi dell'Olio
Bot ai minimi storici e Borse ancora nel pieno delle turbolenze: non è certo una bella situazione quella che si presenta dinanzi ai risparmiatori. Che tuttavia, con un pò di attenzione, possono trovare sul mercato valide alternative per portare a casa rendimenti soddisfacenti, senza assumersi rischi.
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I rendimenti delle ultime aste
Nei giorni scorsi i Bot semestrali sono stati collocati con un rendimento lordo dell’1,23%, che al netto fa all’incirca l’1%. Una performance deludente se si considera che l’inflazione, per quanto in frenata, continua a crescere dell’1,6%. Su nuovi minimi anche il rendimento del Ctz scadenza 30/09/2010, che rende al lordo l’1,833%, che al netto si aggira intorno al tasso di inflazione.
Rischi e opportunità
Le alternative per chi vuole puntare a rendimenti più interessanti sono tante, ma la schiera si screma se si passa a fare una valutazione dei rischi. Molte azioni quotate a Piazza Affari oggi assicurano cedole tra il 5 e l’8%. C’è la possibilità, quindi, di investire in equity con la prospettiva di incassare i dividendi annuali. Ma l’investimento azionario si espone anche alle oscillazioni delle quotazioni e l’elevata volatilità dei listini poco si addice a chi ha una bassa propensione ai rischi.
Un’altra possibilità è rappresentata dai fondi comuni e dagli etf obbligazionari: entrambi investono solo sui bond e, quindi, sono meno soggetti alle fluttuazioni dei mercati. Anche in questo caso, comunque, non mancano le fluttuazioni.
Non presentano particolari motivi di preoccupazione anche i conti correnti remunerati. Molti istituti di credito, soprattutto quelli online, hanno in corso promozioni per conquistare i clienti che si spingono fino al 4%. Un provvedimento adottato dal Governo per fronteggiare la crisi ha previsto una garanzia statale su tutti i conti correnti fino a 103mila euro. A meno che non si posseggano somme superiori, dunque, si possono dormire sonni tranquilli.
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Il porto sicuro dei titoli di Stato
Chi non vuole correre assolutamente rischi non può allora che affidarsi ai titoli di Stato. Scegliendo scadenze più lunghe, infatti, i rendimenti crescono. Ad esempio, il Btp a tre anni oggi rende intorno al 2,8% lordo, quello a cinque anni supera il 4%. I titoli di Stato si possono acquistare sia in asta, cioè al momento dell'emissione, sia sul mercato secondario, dove vengono quotidianamente scambiati. Nel primo caso occorre partecipare all’asta e sperare di essere tra gli assegnatari, nel secondo gli acquisti si fanno sul listino ad hoc (il Mot) ai valori attuali del titolo.
A meno che non si tema un fallimento dell’Italia, si tratta di destinazioni sicure e ben remunerate (dati i tempi). A patto di rinunciare a disporre dei propri risparmi fino alla scadenza. I titoli di Stato sono sempre liquidabili, per cui possono essere rivenduti anche prima della scadenza, ma in questo caso si ottiene un valore in linea con l’andamento del mercato e i guadagni indicati in precedenza non sono garantiti.
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