|
|
|
CARTE DI CREDITO Boom delle "revolving", ma occhio ai costi!
di Luigi dell'Olio
Sarà che il rallentamento economico ha svuotato le tasche di molti italiani, con un numero crescente di persone che faticano a raggiungere la fine del mese. O anche che ci stiamo avvicinando sempre più ai livelli dei paesi anglosassoni, dove gli acquisti a debito sono considerati la normalità e non un’eccezione. Sta di fatto che le carte di credito revolving hanno conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi tempi. Tanto che ormai sono molto diffuse anche all’interno della grande distribuzione organizzata, dai supermercati all’elettronica di consumo, passando per l’abbigliamento e l’arredamento.
Mercato in forte crescita
Probabilmente il merito principale è nella possibilità di rimborsare a rate il saldo di fine mese. Al pagamento delle rate, si ricostituisce una disponibilità di spesa pari all’importo saldato. Quindi questa carta ha un prestito incorporato, senza tuttavia l’obbligo di ripagare ogni mese una quota fissa, come nel caso del prestito personale, ma secondo modalità flessibili.
Secondo una ricerca condotta da Assofin (Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare), nel corso del 2007 le carte revolving sono state utilizzate per compiere 83 milioni di operazioni, con un controvalore superiore ai 9,2 miliardi di euro, in crescita del 6,9% rispetto al 2006). L’altra faccia della medaglia è rappresentata da un tasso di interesse che è mediamente più elevato del 3-4% annuo rispetto alle prepagate, con possibili picchi fino al 20-22 per cento. Non sempre il costo complessivo a carico del consumatore è immediatamente comprensibile, ma si nasconde dietro una serie di voci e sigle, alle quali occorre prestare grande attenzione.
Le voci da considerare: TAN e TAEG
Gli indicatori più importanti ai quali prestare attenzione sono il Tasso anno nominale (Tan) e il Tasso annuo effettivo globale (Taeg.
Il TAN è un saggio di interesse espresso in termini percentuali e viene applicato dalle banche sull’importo preso a prestito. Serve per calcolare, mese per mese, la spesa in interessi che il cliente dovrà corrispondere. Per cui la spesa mensile sarà pari al Tan diviso 12 (il numero dei mesi dell’anno), moltiplicato per il debito. Il Tan non comprende gli oneri accessori (ad esempio gli interessi, le spese di assicurazione e quelle di istruttoria e apertura della pratica di credito), che fanno invece parte del Taeg, calcolato sempre percentualmente, ma su base annua.
Anche il TAEG, però, non è una voce onnicomprensiva perchè di solito non considera le somme che il consumatore deve pagare per l’inadempimento di un obbligo contrattuale e le imposte di bollo e nella maggior parte dei casi non include le spese di estratto conto, quelle di rifornimento carburante (che si pagano alla stazione di servizio) e l’anticipo contante (che può essere previsto per le operazioni di prelievo di contante presso gli sportelli automatici).
Il costo complessivo tende a crescere con il periodo di rimborso: quindi, se per un periodo breve o medio può essere conveniente rateizzare l’acquisto, per scadenze più lunghe il gioco potrebbe non valere la candela. Il consiglio, quindi, è di valutare attentamente tutte le condizioni prima di acquistare con una carta revolving. Quindi scegliere se l’operazione è conveniente alla luce delle proprie disponibilità economiche del momento e delle alternative, a cominciare dal buon vecchio contante.
|
|
|
NOTIZIE E CLASSIFICHE di FORBES
|
|
|