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PAGAMENTI Assegni e contanti: si torna indietro
di Luigi dell'Olio
Le norme antiriciclaggio che hanno rivoluzionato le modalità di pagamento con assegni e contanti vanno in soffitta. Poche settimane dopo la loro introduzione (per approfondimenti vedi: la situazione dopo il 30 aprile 2008) il nuovo governo ha deciso di innestare la marcia indietro. Torna la vecchia soglia dei 12.500 euro sugli assegni liberi, mentre restano immutate le misure per i versamenti e i prelievi presso i money transfer.
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Le novità
Così, torna la possibilità di effettuare pagamenti o con titoli trasferibili fino a 12.500 euro, anziché 5mila euro. E chi gira un assegno libero non deve più inserire il proprio codice fiscale nella girata.
Le norme che fissavano regole più stringenti per rendere più facilmente tracciabili i pagamenti e ridurre il rischio di riciclaggio di denaro illecito hanno quindi avuto vita breve. Predisposte con il decreto legislativo 231/07, sono diventate operative il 30 aprile scorso, per essere sconfessate dal decreto legge 112/08, in vigore da mercoledì 25 giugno.
Cosa succede ora?
Chi in questi mesi ha continuato a utilizzare i vecchi modelli trasferibili non incorre in sanzioni. Il ministero dell’Economia ha assicurato che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori aperti contro chi ha violato le norme ormai decadute.
Con le nuove regole, torna dunque la possibilità di emettere assegni bancari, postali e circolari trasferibili fino a un massimo di 12.500 euro. La stessa soglia è fissata per gli assegni non trasferibili, che possono essere incassati dal beneficiario brevi manu o per il tramite della banca. Il decreto legge approvato dall’Esecutivo abolisce, inoltre, l’obbligo a carico del girante di inserire il proprio codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili.
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Immutato il regime per le banche
La normativa abolita prevedeva che i carnet emessi dopo il 30 aprile contenessero già la voce “non trasferibile”. Questa parte del provvedimento resta confermata. Se il clienti chiede titoli liberi, è tenuto a fare una richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro per ogni modulo. Confermati anche i limiti più restrittivi destinati al circuito dei Money transfer: possono veicolare solo somme sotto i 2mila euro. La soglia sale a 5mila euro se chi ordina l'operazione ne prova la congruità rispetto alle sue condizioni economiche. L’obiettivo di questa misura è contrastare le transazioni illecite su scala internazionale che si svolgono attraverso mediatori tracciabili con maggiore difficoltà rispetto agli istituti di credito.
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