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VALUTE
Mercato monetario e tassi d'interesse

di Fausta Chiesa

Il mercato monetario ha un re, che ne detta i movimenti. E’ il tasso di interesse, che influenza il comportamento dell’investitore, in cerca di un rendimento alto e sicuro. E ancor più importante sono le aspettative per il futuro, cioè ritenere che i tassi salgano, scendano o rimangano invariati. Chi decide se toccare i tassi sono le banche centrali e conoscere le regole che fanno prendere le decisioni alle banche centrali aiuta prevedere dove andranno i tassi in futuro. Nel mondo sono sei le banche centrali che dettano le regole del gioco. Ognuna ha una sua struttura, una sua storia e la sua tradizione.

Chi batte moneta e decide i tassi
La Banca Centrale più importante al mondo è quella statunitense, la Federal Reserve, che ha sede a Washington. Il 90% delle transazioni sul Forex avviene in dollari americani. Ecco perché la Fed è in grado di influenzare il valore di molte valute. Obiettivi della Fed sono la stabilità dei prezzi nel lungo periodo e la crescita. Si riunisce 8 volte all’anno e le decisioni sui tassi sono adottate dal Federal Open Market Committee (FOMC). Dall’inizio del 2006 è presieduta da Ben Bernanke, un accademico che durante un discorso ha ricordato il potere del governo di battere moneta per evitare la deflazione.

Nella zona-euro (attualmente composta da 16 Paesi) dal 1999 decide la Banca centrale europea, che ha sede a Francoforte ed è presieduta dal francese Jean-Claude Trichet, che ha la reputazione di essere un banchiere cauto ma è anche stato accusato di essere intervenuto troppo tardi sui tassi di interesse in un periodo di crisi economica. Come scritto nel trattato di Maastricht, il compito della Bce è la stabilità dei prezzi e la crescita sostenibile, ma la sua azione è sempre stata concentrata nel primo obiettivo, che è quello di tenere l’inflazione sotto il 2%. La Bce si riunisce due volte al mese ma prende decisioni sui tassi in genere nell’unica riunione mensile seguita dalla conferenza stampa.

La Bank of England attualmente sotto la guida di Mervyn King, ex professore della London School of Economics, è ritenuto essere uno degli istituti bancari centrali più efficienti al mondo. Il suo obiettivo è quello di mantenere la stabilità monetaria e finanziaria. In pratica, la BoE deve mantenere stabile l’inflazione su una crescita annuale del 2% e tutelare la fiducia nella sterlina. La Banca del Giappone ha come obiettivo il mantenimento della stabilità dei prezzi e del sistema finanziario. Dato che l’economia del Giappone dipende largamente dall’export, la BoJ ha un occhio di riguardo nell’evitare l’eccessivo rafforzamento della moneta. E’ diretta da Masaaki Shirakawa, ritenuto un conservatore. La Banca nazionale svizzera ha come compito quello di garantire la stabilità dei prezzi. E dato che l’economia dipende dall’export di evitare che il franco si rafforzi troppo. E’ guidata da Jean-Pierre Roth, che è anche membro svizzero del FMI. La Banca del Canada ha come obiettivo il mantenimento dell’integrità e del valore della moneta e di mantenere l’inflazione tra l’1 e il 3%. E’ presieduta da Mark Carney.

Occhio all’inflazione
Per molte banche centrali, come la Bce, il contenimento dell’inflazione è dunque l’obiettivo principale. Se la crescita dei prezzi è all’interno dell’obiettivo prefissato, è facile presumere che la banca centrale attuerà una politica monetaria meno restrittiva e quindi tenderà ad abbassare i tassi di interesse. Paragonare le politiche monetarie di due banche centrali è utile per poter desumere come andrà il rapporto di cambio tra le due monete emesse da quegli istituti. Per fare un esempio, prendiamo il cambio tra euro e sterlina (EUR/GBP) nel 2006. L’euro in quell’anno ha accelerato sulla sterlina perché a casua dell’inflazione in crescita la Bce aveva la tendenza ad aumentare i tassi di interesse mentre la BoE tendeva ad abbassarli perché l’inflazione nel Regno Unito era sotto controllo.



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