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CASE E IMMOBILI
Il mercato frena:
l'acquisto è più conveniente

mercoledì 2 aprile 2008
di Luigi dell'Olio

L'assegnazione dell'Expo 2015 a Milano potrebbe dare nuovo vigore al settore in Lombardia, ma la frenata in atto nel mercato immobiliare nazionale preoccupa gli analisti e potrebbe rivelarsi un’occasione per chi intende acquistare casa. A patto di prestare grande attenzione alla situazione dei mutui e di non lasciarsi andare a facili entusiasmi.

Rallentamento, ma nessuna crisi
L’onda lunga della crisi immobiliare statunitense ha iniziato a produrre i primi effetti anche al di qua dell’Oceano. Dopo nove anni di crescita ininterrotta, nel corso del 2007 le compravendite e le intenzioni di acquisto hanno subito una brusca frenata. Secondo i dati pubblicati qualche giorno dal centro studi Nomisma, lo scorso anno i contratti conclusi hanno registrato una frenata del 5% (passando da 845mila a poco meno di 800mila unità) e il trend è confermato nei primi mesi dell’anno in corso.

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Nonostante ciò, i prezzi delle abitazioni hanno tenuto, crescendo in media del 5,1% nelle grandi città e del 5,9% nei centri intermedi. Una situazione che la società specializzata di Bologna definisce “di rallentamento, ma senza alcun allarmismo”. Non è prevista una tempesta, spiegano gli autori della ricerca, perché la situazione mutui in Italia non è in sofferenza come oltre oceano e le famiglie hanno ancora una buona disponibilità da investire nel mattone. Questi giudizi trovano conferma nei dati dell’ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica, legato al Ministero del Tesoro) sull’intenzione di acquisto di un’abitazione nei prossimi dodici mesi. La percentuale di famiglie che ha dichiarato di valutare l’acquisto di una flessione negli ultimi due trimestri, ma questo dovrebbe consentire comunque una crescita dei prezzi nell’anno in corso intorno al 2,5-3%, quindi in linea con l’inflazione. Non sono, però, escluse flessioni nelle aree urbane di maggiori dimensioni.

Comprare adesso conviene?
Il rallentamento del mercato immobiliare sta favorendo un allungamento delle tempistiche di vendita, che si aggirano ormai intorno ai 5-6 mesi, con un leggero incremento degli sconti rispetto al prezzo inizialmente fissato dal venditore, che nella maggior parte dei casi hanno raggiunto il 10-11%. Due aspetti positivi per chi intende acquistare una casa: intercettando la domanda di chi ha urgenza di vendere, si possono infatti spuntare prezzi migliori rispetto al recente passato a parità di valore di mercato. Sarebbe, però, sbagliato farsi prendere dalla fretta nell’investimento: tutte le analisi prevedono che la situazione di debolezza durerà molti mesi, forse due o tre anni, per cui il consiglio migliore è di valutare tutte le variabili prima di effettuare la scelta definitiva. Soprattutto per chi, e sono tanti, non ha l’immediata disponibilità della somma richiesta dall’acquisto e deve far ricorso a un prestito bancario.

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La diffidenza delle banche
Le tensioni in atto sui mercati hanno di fatti provocato una contrazione del credito: le banche sono diventate più diffidenti nella concessione dei mutui perchè temono insolvenze da parte dei cittadini e hanno reagito innalzando i tassi. Così, il tasso Euribor a tre mesi, quello solitamente utilizzato come base per calcolare i mutui a tasso variabile, viaggia attualmente intorno al 4,7%, circa mezzo punto in più rispetto all’estate scorsa. Considerato il ricarico applicato dagli istituti di credito, oggi un mutuo a 20-25 anni costa mediamente tra il 5,4 e il 6% annuo. E questo senza che ci siano stati interventi sui tassi ufficiali da parte della Banca Centrale Europea.

Secondo vari analisti, le tensioni sono destinate a rientrare nei prossimi mesi: intanto, però, chi ha intenzione di acquistare casa potrebbe iniziare a guardarsi interno. Ricordando che la strada migliore per risparmiare è consultare un certo numero di banche, confrontare le condizioni proposte e decidere solo dopo aver valutato pro e contro.



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