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CASE E IMMOBILI È il momento di acquistare?
di Luigi dell'Olio
L’ultima sforbiciata ai tassi è arrivata settimana scorsa. La Banca Centrale Europea ha deciso di portare il saggio di interesse applicato ai migliori soggetti istituzionali all’1,5%. Complice il calo nei prezzi degli immobili, dopo un decennio di crescita, la domanda è legittima: chi ha soldi in tasca farebbe bene a investirli ora per acquistare casa o è meglio attendere? E, in caso di acquisto, è il momento di puntare sul mutuo a tasso fisso o variabile?
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Tassi ai minimi
Con una premessa: risposte definitive sulla tempistica scelta si possono dare solo a posteriori, dopo aver portato a termine tutti i pagamenti, ma qualche considerazione si può fare già ora. Se guardiamo al passato, siamo di fronte a un momento che si può definire storico, dal punto di vista dei tassi. Da quando esiste, l’istituto di Francoforte non aveva mai abbassato sino a questo livello gli interessi. Basti pensare che lo scorso ottobre, quando già la crisi era in atto, si attestavano al 4,25%, vale a dire quasi tre volte i valori attuali.
Calano i prezzi
Ovviamente, chi si presenta oggi in banca, non si vedrà proporre un mutuo all’1,5%, ma superiore. I parametri di riferimento sono l’Euribor (per i variabili) e l’Irs (per il fisso), vale a dire i tassi ai quali gli istituti di credito si scambiano denaro a vicenda, che sono di qualche decimale più elevati rispetto al tasso ufficiale disposto dalla Bce. Partendo da queste cifre, applicano poi uno spread (in genere compreso tra lo 0,6% e l’1,5%) che rappresenta il loro guadagno. Da qualche mese, alcune banche hanno iniziato a proporre tassi legati al tasso Bce, ma con spread maggiori, per cui il risultato resta pressoché inalterato.
Va poi considerato che, dopo un decennio ininterrotto di corsa, il mercato immobiliare ha imboccato un trend discendente. Nel secondo semestre i prezzi sono cresciuti dell’1,4% (al di sotto, quindi, dell’inflazione), mentre per l’anno in corso sono previsti ribassi tra il 2 e il 5%. A questo si somma il crollo delle compravendite – oggi intorno al 20% rispetto a un anno fa – che consente di spuntare buoni sconti rispetto alle richieste dei venditori.
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Fisso o variabile
Chi ha deciso che è il momento di acquistare, e non ha abbastanza soldi per il pagamento cash, si trova di fronte all’eterno dilemma: meglio il mutuo a tasso fisso o il variabile? Oggi è possibile ottenere un mutuo variabile a un tasso compreso tra il 2,8 e il 3% e un fisso tra il 5,3 e il 5,7%. Rispetto agli scorsi anni, il divario negli ultimi mesi si è ampliato e questo trova una spiegazione di mercato. Con saggi di interesse così bassi, il tasso fisso costituisce una garanzia: chi lo sceglie, si assicura di dover pagare sempre la stessa somma per tutta la durata del contratto. Anche se, come probabile, ci saranno dei rialzi una volta tornato il sereno sui mercati. Chi sceglie il mutuo variabile, al contrario, paga interessi bassi come mai si era visto prima, in cambio del rischio di rialzi negli anni a venire.
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