|
|
|
CASE E IMMOBILI Il piano-casa, per capirci di più
di Luigi dell'Olio
Al varo il piano-casa del Governo Berlusconi: chi ha una casa di proprietà potrà ampliare più facilmente la cubatura. Chi, invece, si è visto assegnare una casa popolare potrà diventarne proprietario a condizioni agevolate. Il Governo si prepara a mettere in campo un piano-casa per accelerare l’uscita dalla crisi.
Confronta le offerte di mutuo e risparmia
Meno burocrazia per l’aumento di cubature
I dettagli non sono ancora stati resi noti, ma a grandi linee il piano è pronto. Dopo una lunga trattativa con le Regioni, l’Esecutivo ha dato il via a un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. Una misura che consentirà di ampliare le abitazioni del 20% di cubatura con procedure semplificate rispetto al passato, con le pratiche presso gli uffici statali che saranno sostituite da una perizia giurata. Il patrimonio edilizio esistente potrà essere sostituito e rinnovato attraverso la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati prima del 1989, che hanno bisogno di essere adeguati ai nuovi standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Restano esclusi dal provvedimento gli edifici soggetti a particolari forme di tutela.
Per incentivare le demolizioni, i comuni potranno autorizzare interventi di abbattimento e ricostruzione anche su aree diverse, a patto che le stesse siano destinate a edilizia residenziale dagli strumenti urbanistici. Le zone rese libere non potranno essere oggetto di nuovi edifici, ma destinate a verde pubblico.
Cambierà anche la politica fiscale: il contributo da versare subirà una sforbiciata del 20%, che dovrebbe salire al 60% per le case destinate ad abitazione principale del proprietario o dei parenti, fino al terzo grado. Secondo le previsioni dello stesso Governo, questo stimolo dovrebbe generare investimenti per un totale di 60 miliardi.
Da inquilini a proprietari delle case popolari
Il progetto prevede, inoltre, un piano di vendita delle case popolari agli attuali inquilini attraverso la concessione di mutui agevolati. Gli alloggi popolari interessati dovrebbero essere 5mila, ma le abitazioni potrebbero salire a 6mila considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare l'immobile in cui vive potrebbe essere un milione di persone che oggi vive nelle case popolari. La trasformazione dell'affitto in mutuo dovrebbe consentire di aumentare la ricchezza delle famiglie e sostenere i ceti più deboli, che potrebbero così acquistare la casa.
Punti di vista differenziati
Non tutti concordano con le previsioni governative. Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi si è dichiarato moderatamente ottimista sui possibili effetti di stimolo per l’economia, ma ha anche sottolineato che la complessità della materia, la presenza di competenze concorrenti fra Stato e Regioni e la necessità di elaborare l'intervento in modo da preservare ambiente naturale ed equilibrio urbanistico ne rendono però incerta la portata da un punto di vista congiunturale.
Confronta le offerte di mutuo e risparmia
Tra i più critici, il segretario generale del Sunia (sindacato degli inquilini e assegnatari) Luigi Pallotta per due ordini di motivi: perché le competenze in materia spettano alle regioni e non è scontata un’immediata o omogenea attuazione da parte dei territori; in secondo luogo, perché non si tradurrebbe in un sostegno ai ceti più deboli che, anzi, si vedrebbero gravati dal peso economico della manutenzione di un patrimonio fatiscente.
Decisamente contraria anche l’opposizione, che lancia l’allarme sul possibile scempio urbanistico e parlano di condono mascherato da provvedimento anti-crisi. Secondo il segretario del Pd Dario Franceschini, in particolare, il piano proposto da Berlusconi è estremamente pericoloso soprattutto in una realtà come l’Italia resa unica nel mondo dai suoi paesaggi e dai suoi centri storici. Mettere in pratica l’idea del premier, secondo Franceschini, “sarebbe come se un paese arabo bruciasse il suo petrolio”.
|
|
|
NOTIZIE E CLASSIFICHE di FORBES
|
|
|