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Un miliardo di dollari non basta più. Il prezzo per accedere all'edizione del 25° anniversario della Forbes 400 è salito ormai a 1,3 miliardi di dollari, 300 milioni in più rispetto allo scorso anno. Il patrimonio collettivo netto dei paperoni d'America è cresciuto da 290 miliardi di dollari a 1,54 trilioni di dollari. |
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È Wall Street a farle da padrone, nonostante le paure dei mercati della scorsa estate. Quasi la metà dei 45 nuovi nomi in classifica deve la sua fortuna agli hedge fund e al private equity. Il money manager John Paulson, ad esempio, entra in classifica dopo che quest'estate ha intascato più di un miliardo di dollari per aver venduto allo scoperto credito subprime.
I giganti della rilevazione con capitale di prestito David Bonderman e James Coulter di Texas Pacific Group fanno per la prima volta il loro ingresso nella Forbes 400 insieme a William Conway, Daniel D'Aniello e David Rubenstein del Carlyle Group e ai miliardari di Blackstone Peter Peterson e Hamilton "Tony" James.
Tra gli altri volti nuovi troviamo il petroliere Harold Hamm, che deve l'ingresso in classifica alla quotazione in borsa della sua società di gas e petrolio Continental Resources lo scorso maggio. I fratelli Frank e Lorenzo Fertitta si sono battuti come gladiatori per entrare in classifica con la loro arena dei combattimenti in pay-per-view della Ultimate Fighting Casinos a Tom Barrak, veterano della Forbes 400, per 9 miliardi di dollari in contanti e sottoscrizione del debito.
Dodici nomi fanno il loro ritorno, inclusi gli esperti di memorie per computer David Sun e John Tu, e John Catsimatidis, che ha fatto fortuna acquistando e gestendo una raffineria di petrolio e numerose proprietà immobiliari a New York City tramite la finanziaria Red Apple Group.
Il più giovane della Forbes 400 di quest'anno è il trentatreenne John Arnold, ex trader della Enron che adesso gestisce l'hedge fund Centaurus Energy e che ha accumulato una fortuna di 1,5 miliardi di dollari. Il più anziano è invece il re delle patate John Simplot, che ha 98 anni e vale 3,6 miliardi di dollari.
Ma chi ha guadagnato di più quest'anno è stato Kirk Kerkorian, che ha rimpinguato le sue casse con 9 miliardi di dollari grazie alla crescita del 135% in un anno delle azioni del suo casinò MGM Mirage. Kerkorian entra nella Top 10 insieme ai patron di Google Sergey Brin e Larry Page, la cui fortuna è aumentata, rispettivamente, di 4,4 e 4,5 miliardi di dollari e ai fratelli Charles e David Koch, che hanno aggiunto 5 miliardi di dollari a testa al loro patrimonio grazie all'aumento dei prezzi dell'energia e delle merci. Sostituiscono il co-fondatore di Microsoft Paul Allen e quattro membri della famiglia Walton.
Sette personaggi della classifica dello scorso anno ci hanno purtroppo lasciato, tra loro la magnate dei media Barbara Cox Anthony, sostituita dai due figli James Kennedy e Blair Parry-Okeden; Helen Walton, rampolla della catena Wal-Mart; Leona Helmsley, magnate degli immobili e l'erede del grano Cargill W. Duncan MacMillan.
In cinquanta invece non sono riusciti a tenere il passo. Tra loro i colossi del gioco online Ruth Parasol e J. Russell DeLeon, vittime del crollo del 75% negli ultimi 12 mesi delle azioni della società di poker internettiana PartyGaming. Altro momento difficile per il re della caffeina Howard Schultz, anche lui in balia dei mercati dopo il calo delle azioni di Starbucks nell'ultimo anno, e per l'erede di Campbell Soup Dorrance Hill Hamilton, il cui nome, dal lontano 1982, non era mai mancato nella Forbes 400.
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