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Divorzi miliardari
di Keren Blankfeld Schultz - Forbes.com
Quando il matrimonio di un miliardario finisce, la posta in gioco è altissima.
Da quando Veronica Lario ha annunciato di voler divorziare da Silvio Berlusconi, è iniziata frenetica l'attività dei giornalisti che, con commenti e interviste, hanno coinvolto fotografi, aspiranti veline e persino qualche vescovo.
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Veronica, 52 anni, ha dichiarato di non poter più vivere accanto a un uomo "che frequenta minorenni" e Silvio, 72 anni, l'ha invitata a chiedere pubblicamente scusa per le dichiarazioni. La coppia, che resisteva da 19 anni, sembra ormai destinata a incontrarsi solo nelle aule di tribunale in presenza degli avvocati.
Tutti si chiedono cosa succederà al patrimonio di circa 5 miliardi di euro di Berlusconi e, soprattutto, se la vicenda personale avrà effetti sulla sua vita politica. Con le elezioni alla porte, lo scandalo potrebbe aver intaccato la credibilità del Presidente del Consiglio.
Quando un matrimonio finisce è sempre un dramma, ma se il divorzio coinvolge un miliardario, un imprenditore o un politico la questione si complica ulteriormente.
Las Vegas era in fermento quando a marzo è iniziata a circolare la notizia della separazione tra Stephen ed Elaine Wynn, la coppia più potente della città. Il re del gioco d'azzardo possiede il 21% delle azioni di Wynn Resorts che, in caso di divorzio, andrebbero proprio alla futura ex moglie. "In questo caso, è come se si separassero due soci di un'azienda", dice l'avvocato Raoul Felder, che ha sempre seguito clienti importanti come Rudy Giuliani, ex sindaco di New York. "Chiaramente la vicenda potrà avere ripercussioni anche sulle loro attività, dal momento che non si possono avere due proprietari che litigano tra loro e potrebbe pesare pesantemente anche su Las Vegas".
Ma per dimostrare la volontà di separarsi in modo amichevole, Elaine è stata nominata all'unanimità per una rielezione nel consiglio di amministrazione di Wynn Resorts. Forse in questo modo i dirigenti della società vogliono mettersi al riparo da eventuali imbarazzanti riunioni.
Una delle battaglie più aspre in fatto di divorzio ha coinvolto Richard Scaife, erede del colosso della finanza T.Mellon & Sons, e Margaret, la sua seconda moglie. Pare che quest'ultima abbia pagato un investigatore privato per scoprire i continui tradimenti del marito con una ex prostituta. La signora Margaret ha preparato la valigia ed è andata via portando anche Beauregard, il cane preferito del marito. Scaife ha prontamente attaccato un cartello all'ingresso della proprietà che leggeva: "Moglie e cane scomparsi. Lauta ricompensa per chi riporta il cane". Si dice che, prima di uscire, la moglie abbia ricordato anche di prendere qualche souvenir, tra cui una pinza per asparagi del valore di circa 800 euro.
Mettendo da parte gli scoop e i pettegolezzi, i divorzi che coinvolgono i miliardari sono molto complessi e sicuramente molto costosi, sebbene il pagamento della parcella dell'avvocato non rappresenti mai un problema. "Nel caso in cui il patrimonio sia davvero ricco e, oltre alla liquidità, ci siano anche tanti altri beni, i soggetti coinvolti nel divorzio aumentano notevolmente", afferma Michelle Smith, manager finanziaria e direttrice dell'Institute for Divorce Financial Analysts.
Ai miliardari serve molto di più di un avvocato, hanno bisogno di un vero e proprio "team" per la gestione della separazione composto da periti, esperti di investimenti, agenti immobiliari, specialisti di opere d'arte e di gioielli, investigatori privati e maghi della finanza che verifichino tutti i flussi di cassa in entrata e in uscita dai conti della coppia.
Ma allora come finiscono i matrimoni dei miliardari? In modi diversi, a seconda del caso. Timothy Blixseth, dopo aver ceduto parte del suo patrimonio alla moglie Edra, ha addirittura perso il suo status di miliardario ed è uscito dalla classifica di Forbes dei 400 americani più ricchi. Sulla base dell'accordo di separazione, ha dovuto lasciare alla moglie il suo resort invernale "Yellowstone Club". Adesso sta provando a vendere per 55 milioni di euro la sua isola privata nei Caraibi, mentre la moglie cerca un acquirente per lo Château de Farcheville, una residenza medievale alle porte di Parigi.
Roman Abramovich è invece riuscito a mantenere buona parte della sua fortuna. Irina, la sua ex moglie, è stata al su fianco per 16 anni seguendo la sua scalata nel settore del petrolio e dell'alluminio. Dopo aver chiesto il divorzio per una presunta relazione del marito, sembra che abbia ricevuto solo l'1,6% dei 14 miliardi di euro del marito.
Eppure, l'idea del divorzio non impedisce ai super-ricchi di risposarsi. Se solo 52 dei 793 miliardari del mondo sono attualmente divorziati, almeno uno su cinque ha vissuto direttamente l'esperienza della separazione. Sono solo diventati un po' più furbi quando siglano gli accordi prematrimoniali.
Cinque anni fa, Paula Fortunato, seconda moglie quarantenne di Sumner Redstone, aveva siglato un contratto che le riconosceva 1 milione di dollari per ogni anno di matrimonio, quindi divorziando si è portata a casa solo 5 milioni di dollari. Questa è un'ottima notizia per il magnate dei media, soprattutto perché a marzo stava per uscire dalla nostra classifica dei miliardari a causa della perdita di valore delle azioni CBS e Viacom.
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Forse per la signora Berlusconi sarebbe stato meglio sopportare ancora un po' le "uscite" del marito, almeno fino a quando i titoli e le proprietà non avessero di nuovo recuperato il loro valore. Il patrimonio del Presidente del Consiglio è infatti diminuito del 30% rispetto allo scorso anno, passando da 7 a 5 miliardi di euro.
"Non le andrà comunque male, anche se non sarà più la stessa cosa che essere sposata con un miliardario che tra l'altro anche uno degli uomini più potenti d'Europa", conclude Felder. Ma almeno non dovrà preoccuparsi più delle sue battute.
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