Gli uomini più ricchi del mondo
di Luisa Kroll, Matthew Miller e Tatiana Serafin - Forbes.com
È stato un anno duro anche per gli uomini più ricchi del pianeta. Lo scorso anno i membri di questo club esclusivo erano 1.125. Quest'anno sono solo 793.
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Solo dodici mesi fa Mosca aveva superato New York diventando la capitale mondiale dei miliardari con 74 paperoni rispetto ai 71 della Grande Mela. Adesso nella capitale russa ne troviamo appena 27, mentre New York ne conta 55.
Dopo la lenta discesa degli ultimi anni, gli Stati Uniti stanno recuperando terreno come patria della ricchezza. In America si trovano il 44% del denaro e il 45% dei paperoni, rispettivamente sette e tre percento in più rispetto allo scorso anno. Eppure, ci sono 110 miliardari in meno di un anno fa.
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Per i colletti bianchi di Wall Street non è certo un momento felice. Maurice (Hank) Greenberg, ex dirigente di AIG , ha visto quasi sparire il suo patrimonio di 1,5 miliardi di euro dopo l'intervento del Governo americano per salvare dalla bancarotta il colosso assicurativo. Oggi Greenberg possiede sul conto solo 77,5 milioni di euro. Anche Sandy Weill, ex presidente di Citigroup , esce tristemente di scena.
Lo scorso anno erano 39 i manager miliardari impegnati nella gestione di fondi d'investimento e nel 2009 sono solamente 28: undici di loro sono spariti dalla nostra classifica.
Stephen Schwarzman di Blackstone Group, che ha perso 3,1 miliardi di euro, ed Henry Kravis di Kohlberg Kravis & Roberts, che ne ha persi 1,9, continuano a mantenere lo status di miliardari malgrado un patrimonio più esiguo.
Dei 355 miliardari esclusi dalla classifica di quest'anno, 80 dovevano la loro fortuna a investimenti e operazioni finanziarie.
Se 656 miliardari hanno perso parte del loro denaro, 44 hanno visto crescere il loro patrimonio. Si tratta di imprenditori che sono riusciti a guadagnare o perché si sono rivolti ai consumatori più oculati (basti pensare a Uniqlo, il marchio di abbigliamento a basso costo creato da Tadashi Yanai), o perché hanno anticipato la crisi (come ha fatto John Paulson) o perché hanno colto il momento giusto per vendere (si pensi a Guy Laliberte e al Cirque du Soleil).
Ma si può ancora fare fortuna al giorno d'oggi? I 38 volti nuovi della classifica ci danno qualche dritta. Mettendo da parte il messicano Joaquín Guzmán Loera, che ha scelto di controllare il traffico di cocaina negli Stati Uniti, possiamo pensare al cinese Wang Chuanfu che a gennaio, con la sua BYD Co., ha iniziato a vendere automobili elettriche; oppure all'americano John Paul Dejoria che ha reso il mondo più pulito con gli shampoo Paul Mitchell e anche un po' più brillo con la tequila Patrón.
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