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Gli uomini più ricchi del mondo
di Luisa Kroll, Matthew Miller e Tatiana Serafin
Forbes.com
È stato un anno duro anche per gli uomini più ricchi del pianeta. Lo scorso anno i membri di questo club esclusivo erano 1.125. Quest'anno sono solo 793.
Come noi comuni mortali, nell'ultimo anno anche i ricchi hanno attraversato una profonda difficoltà economica. Oggi, con appena 793 miliardari a comporre la nostra classifica, gli appartenenti a questo gruppo di privilegiati sono il 30% in meno rispetto allo scorso anno.
Scopri chi sono: "Gli uomini più ricchi del mondo"
Dei 1.125 miliardari individuati nel 2008, 373 sono usciti dalla nostra classifica, 355 hanno visto crollare il valore del loro patrimonio e 18 sono deceduti. Troviamo in compenso 38 volti nuovi e tre vecchie conoscenze della finanza che sono tornate alla luce della ribalta per aver aumentato nuovamente il saldo del loro conto in banca. Dal 2003 questo è il primo anno in cui il numero dei miliardari è diminuito.
Come se non bastasse, anche i paperoni sono diventati un po' più poveri. Il loro patrimonio complessivo ammonta adesso a 1,9 trilioni di euro, 1,5 trilioni in meno rispetto allo scorso anno. Il valore medio della loro fortuna è calato del 23%, arrivando a 2,3 miliardi di euro. Una cifra così bassa non si vedeva dal lontano 2003.
Bill Gates, pur perdendo 13,9 miliardi di euro, ha riconquistato la corona di "uomo più ricco della terra". Warren Buffett, che lo scorso anno si trovava in vetta alla classifica, ha visto il suo patrimonio crollare di 19,4 miliardi di euro perché il valore delle azioni di Berkshire Hathaway si è dimezzato in soli 12 mesi. Si consola comunque con secondo posto di tutto rispetto. Anche Carlos Slim Helú, magnate messicano della telefonia, ha perso 19,4 miliardi di euro e una posizione in classifica e si posiziona al terzo posto.
È stato praticamente impossibile evitare il disastro per chi operava in azioni, beni, immobili o tecnologia. Persino chi gestiva attività altamente redditizie è stato bloccato da mercati del credito congelati, dalla mancata propensione all'acquisto dei consumatori e dalla debolezza cronica delle valute.
Il miliardario che ha perso di più è, ironia della sorte, quello che lo scorso anno aveva guadagnato di più. Si tratta dell'imprenditore indiano Anil Ambani, che ha infatti visto sparire dal suo conto 24,8 miliardi di euro, ovvero il 76% del suo patrimonio, a causa del crollo delle azioni di Reliance Communications, Reliance Power e Reliance Capital.
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Ambani è uno di 23 miliardari indiani ad essere più poveri rispetto a un anno fa. Altri 29 indiani hanno perso il loro status di miliardari per il crollo del 44% del mercato azionario e per la svalutazione del 18% della rupia sul dollaro. L'India non sembra quindi essere più il paradiso asiatico dei paperoni e deve cedere il posto alla Cina che ne piazza ben 28 nella nostra classifica. La Russia invece rappresenta l'epicentro della crisi delle materie prime e perde ben 55 miliardari, i due terzi di quelli registrati nel 2008. Ricordiamo, ad esempio, Dmitry Pumpyansky, imprenditore degli Urali, che ha perso 3,9 miliardi di euro a causa del crollo dell'84% del valore delle azioni della TMK, società che opera nella produzione di tubi e laminati d'acciaio. Anche Vasily Anisimov, padre di Anna Anisimova (la Paris Hilton dell'est), ha perso 2,5 miliardi di euro con la sua partecipazione nella Metalloinvest Holding, colosso russo che gestisce le aziende di estrazione e lavorazione dell'oro, ed è crollato insieme al suo patrimonio immobiliare.
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