Oltre a quelle appena citate, possono essere ammesse altre attività sottostanti, purchè soddisfino i requisiti presenti nel regolamento di Borsa Italiana, corrispondenti in modo particolare ad elevata liquidità dello strumento e disponibilità di informazioni continue ed aggiornate sui prezzi.
Emittente
E' la banca o l'Ente che emette i CW e che a tutti gli effetti rappresenta l'obbligato principale nei confronti dell'investitore. L'emittente presenta un profilo di rischio speculare a quello del portatore del covered warrant. Quest'ultimo, acquistando il warrant, si riserva un diritto, mentre l'emittente si assume un obbligo. L'emittente assolve inoltre l'obbligo di garantire sempre prezzi in acquisto e vendita per i propri CW sulla Borsa Italiana in modo tale da rendere lo strumento facilmente negoziabile in qualsiasi momento della seduta di Borsa, in altre parole, assume l'obbligo di market making dello strumento.Sulla base dei regolamenti vigenti l'emittente deve soddisfare dei requisiti minimi con riferimento a patrimonio di vigilanza, sistemi di gestione e controllo rischi e di pubblicità e certificazione del bilancio. Deve presentare poi dei requisiti che ne assicurino la solvibilità e deve far fronte ad una serie di formalità per poter ottenere le autorizzazioni da parte delle autorità competenti. In Italia possono emettere warrant società o enti nazionali o esteri che sono sottoposti a vigilanza da parte di Banca d'Italia e Consob.
Il multiplo o moltiplicatore
Indica la quantità di sottostante controllata dal CW. Consideriamo ad esempio un CW call, emesso sull'azione Fiat ed avente un moltiplicatore unitario. Ciò significa che, per ogni warrant, il numero di azioni Fiat sulle quali l'investitore avrà il diritto di esercitare la propria facoltà sarà una singola azione. Se invece il multiplo fosse ad es. di 1/100 sarebbe necessario l'acquisto di 100 CW per controllare un'azione Fiat. Intuitivamente, partendo da quest'ultimo caso e a parità di condizioni, il prezzo del warrant sarà pertanto inferiore di 100 volte rispetto ad un warrant analogo ma con moltiplicatore unitario.
Il prezzo di esercizio (strike price)
Il prezzo di esercizio o strike price viene definito dall'emittente e rappresenta il prezzo al quale il risparmiatore può esercitare il suo diritto,ovvero comprare oppure vendere l'attività sottostante, entro una determinata scadenza, secondo le modalità stabilite in precedenza nel prospetto informativo. Il livello al quale è collocato lo strike rispetto al valore di mercato del sottostante definisce se il CW è at the money (ATM), in the money (ITM) o out of the money (OTM).
Si parla di:
CW at the money se il prezzo di esercizio coincide con il valore di mercato dell'attività sottostante;
CW call out of the money se il prezzo di esercizio è superiore al valore di mercato del sottostante;
CW put out of the money se il prezzo di esercizio è inferiore al valore di mercato del sottostante;
CW call in the money se il prezzo di esercizio è inferiore al valore di mercato del sottostante;
CW put in the money se il prezzo di esercizio è superiore al valore di mercato dell'attività sottostante.
In generale un CW è ITM quando il possessore esercitandolo ottiene un flusso di cassa positivo. Il CW risulterà invece OTM quando l'esercizio comporterebbe un flusso di cassa negativo. Considerando per esempio dei Covered Warrant sul titolo Generali aventi uno strike price pari a 35 euro avremo:
| Out of the money
(OTM) |
At the money
(ATM) |
In the money
(ITM) |
| In the money
(ITM) |
At the money
(ATM) |
Out of the money
(OTM) |