In seguito, a partire dal giugno 1998, i covered warrant, sono stati ammessi alla quotazione da parte della Borsa Italiana ed introdotti sul mercato telematico MCW.
Da allora i CW hanno registrato una ulteriore notevole crescita, sia per numero di serie quotate, che per volumi di negoziazione.
Il mercato italiano dei Covered Warrant, si colloca ora al terzo posto a livello europeo, dopo Germania e Svizzera, in termini di volumi di negoziazione e numero di strumenti quotati.
Attualmente sono presenti 19 emittenti, che quotano, complessivamente, più di 6.000 strumenti e nel 2000 gli scambi hanno superato quota 31 miliardi di euro.
Riportiamo di seguito l'elenco degli emittenti attualmente presenti sul mercato MCW, con il rispettivo codice identificativo di Borsa:
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Abn Amro (N) |
Banca Pop. Milano (R) |
Dresdner Bank (A) |
Merril Lynch (M) |
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Abax Bank (H) |
Caboto (K) |
Goldman Sachs (G) |
Monte Paschi (F) |
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Banca IMI (B) |
Citibank (C) |
Intesa (I) |
Société Générale (S) |
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B. Naz. Lavoro (E) |
Credit Lyonnais (L) |
J.P. Morgan (J) |
UBS (W) |
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BNP (P) |
Deutsche Bank (D) |
Lehman Brothers (X) |
Unicredito (U) |
A titolo di esempio il codice S01347 sarà identificativo di un CW di Sociètè Gènèrale, il codice A41662 sarà identificativo di un CW Dresdner.
Segmenti
Il mercato dei Covered Warrant è suddiviso in diversi segmenti:
| call o put con strike diverso da zero |
| call con strike pari a zero |
| call a strike zero con sottostante indici sintetici costruiti dallo stesso emittente |
| combinazioni di call e put |
I Benchmark ed i Certificates (strumenti molto simili fra loro che nel primo caso riflettono il livello di mercato del sottostante e nel secondo ne sintetizzano il valore) si differenziano dai covered warrant tradizionali in quanto, a differenza di questi ultimi, non hanno un effetto leva, non presentano una volatilità maggiore di quella degli indici sottostanti e le variazioni del tempo mancante alla scadenza non influiscono sul loro importo di liquidazione.