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Ritracciamenti
Il concetto di ritracciamento, all'interno dell'analisi tecnica è strettamente collegato al concetto di tendenza. In particolare i ritracciamenti indicano una relazione quantitativa fra il trend primario ed i movimenti secondari o minori del mercato. Nelle fasi di trend i prezzi non si muovono in modo perfettamente lineare, ma assumono una tipica conformazione a zig-zag.
Tale andamento a zig-zag permette di identificare non solo una serie di picchi massimi e minimi, ma soprattutto di distinguere i movimenti primari dai movimenti secondari (o minori) del mercato. All'interno di un trend rialzista, ogni singolo movimento di salita è seguito da un movimento secondario correttivo, che nella maggior parte dei casi è discendente. I movimenti secondari ripercorrono, quindi a ritroso una parte del percorso effettuato dal movimento primario di salita. Questo ripercorrere a ritroso è tecnicamente indicato come ritracciamento. Secondo la teoria di Charles Dow, i livelli di ritracciamento più interessanti sono: 1/3, 50% e 2/3. Questo significa che dopo un movimento primario di rialzo, la discesa correttiva che seguirà, ripercorrerà a ritroso o meglio ritraccerà: 1/3, 50% o addirittura i 2/3, di tutta la salita precedente.
Le fig. 1 e 2 mostrano un esempio di ritracciamento applicato rispettivamente ad un mercato rialzista ed un mercato ribassista.
Fra i livelli di ritracciamento utilizzati, oltre a quelli indicati da Dow, vale la pena ricordare quelli provenienti dalla serie numerica del matematico italiano Fibonacci: 23.6%, 38.2%, 50%, 61.8%.
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