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Tipi di Trend

Introduzione
La definizione di Trend di Breve, Medio e Lungo periodo è legata all'orizzonte temporale in cui si sviluppa il trend stesso. I parametri di tempo che sono utilizzati non sono esattamente uguali per tutti gli analisti, in ogni caso la suddivisione maggiormente riconosciuta è la seguente.
Si considera di lungo periodo un trend che può essere analizzato in un orizzonte temporale di un anno o superiore. Quindi movimenti direzionati di 1, 2 o 5 anni sono trend di lungo periodo. Si definisce trend di medio periodo un movimento grafico dei prezzi che si sviluppa in un arco di tempo compreso fra i 3 mesi e le 3 settimane. Infine si considera trend di breve periodo, un trend con orizzonte temporale inferiore alle tre settimane.
Le definizioni riportate si rifanno alla teoria di Charles Dow.
La suddivisione naturalmente nella realtà non è così rigida, nel senso che un trend della durata di 5 mesi, può essere considerato di medio periodo, cosi come può capitare che un movimento direzionato di 1 mese (quindi superiore alle 3 settimane) sia considerato di breve periodo. Naturalmente nel momento in cui si osservano grafici con frequenza di rilevazione inferiore alla giornata di Borsa (grafici Intraday) si entra ad operare in un orizzonte temporale di brevissimo periodo che non rientra più nelle categorie descritte. Per un analista tecnico la stessa distinzione fra breve, medio e lungo periodo, è applicata al concetto di trend primario, trend secondario e trend minore .Dove il trend primario corrisponde al lungo periodo, ma ciò che è interessante è che si tratta del movimento principale del mercato, alla luce del quale valutare il comportamento dei prezzi anche in ottica ravvicinata, proprio per questo motivo, quindi, il numero di anni o mesi diventa meno vincolante. Il trend secondario coincide con il trend di medio periodo e rappresenta una correzione o una pausa rispetto al trend primario. Infine il trend minore coincide con il trend di breve periodo, e corrisponde ad una correzione o ad un movimento interna al trend secondario.

Cos'è e come funziona l'analisi dei volumi

I volumi corrispondono al numero di contratti scambiati in un dato intervallo di tempo. Generalmente l'intervallo di tempo considerato è una seduta di Borsa pertanto nella maggior parte dei casi si parla di volumi giornalieri, in realtà è possibile applicare l'analisi dei volumi anche ai grafici intraday. L'analisi dei volumi è lo studio della dimensione degli scambi, relativi ad un determinato strumento, in relazione con il movimento e la tendenza dei prezzi.
I volumi possono essere considerati la pressione e la forza dei movimenti dei prezzi ed indicano la forza relativa fra i venditori ed i compratori . Se il prezzo effettua un movimento di rialzo con elevati volumi di scambio significa, infatti, che con ogni probabilità la forza degli acquirenti è stata molto più elevata di quella dei venditori e viceversa. I volumi, nella teoria classica dell'analisi tecnica ( teoria di Dow), assumono un valore secondario rispetto ai prezzi, tuttavia svolgono un ruolo fondamentale di conferma.
Analizzare l'andamento grafico dei prezzi in relazione all'andamento dei volumi è molto interessante perché aiuta a capire la rilevanza dei movimenti di quel mercato. Per esempio un deciso aumento nei volumi di scambio coincidente con il superamento di un'importante resistenza (o viceversa la penetrazione di un supporto è un'importante e necessaria conferma che indica che realmente il segnale di rialzo offerto dai prezzi è credibile sul mercato. Viceversa, se all'interno di un trend rialzista i prezzi registrano un nuovo massimo con dei volumi di scambio decrescenti e deboli, in questo caso si verifica una divergenza negativa fra l'andamento del prezzi e quella dei volumi, tale divergenza può introdurre dei rischi di un arresto, quantomeno temporaneo, del trend positivo in atto.

Secondo la teoria classica i volumi devono confermare il trend e quindi, per esempio, se il trend è al rialzo gli scambi devono crescere nei movimenti di salita ed essere meno interessanti nei movimenti correttivi o laterali. Il principio è specularmente valido nel caso di trend al ribasso, anche se la spinta dei volumi è un elemento critico più per i trend rialzisti che non per i movimenti discendenti del mercato.Una crescita nei volumi di scambio all'interno di una fase laterale successiva ad un rialzo può far temere l'esaurimento del trend rialzista in atto. Viceversa se all'interno di un trend discendete i ribassi si arrestano lasciando spazio ad un movimento laterale con volumi di scambio crescenti, è possibile che ci si trovi di fronte ad una fase di accumulazione che potrebbe preludere a nuovi movimenti di rialzo.
I volumi non vengono considerati in valori assoluti se ne considera l'andamento tendenziale, quando si parla di volumi crescenti non ci si riferisce ad un particolare livello di volumi ma a ad una crescita rispetto all'andamento passato o meglio ancora rispetto al valore medio di lungo , medio o breve periodo, a secondo dell'orizzonte dell'analisi che si vuole effettuare.

Cosa vuol dire "soglia psicologica"

Per soglia psicologica si intende un livello di prezzo che riveste un'importanza psicologica molto forte per gli operatori del mercato e pertanto una sua eventuale violazione (al rialzo oppure al ribasso) potrebbe portare a dei cambiamenti nel trend in atto oppure confermare definitivamente l'inizio di una nuovo tendenza.
Il superamento di un livello di prezzo considerato " soglia psicologica" dovrebbe avvenire con volumi di scambio sostenuti e generalmente porta ad una accelerazione nei movimenti del mercato. La soglia psicologica è un supporto se si trova al di sotto del livello corrente dei prezzi e la sua penetrazione porterebbe ad un'inversione negativa del mercato oppure all'accelerazione delle discese già in essere.
Se la soglia psicologica si trova al di sopra del livello corrente dei prezzi si tratterà di una resistenza e il suo superamento invierebbe un segnale molto positivo. Dal punto di vista pratico le soglie psicologiche corrispondono : a dei massimi( o minimi) assoluti precedenti, oppure a dei livelli di prezzo che in passato hanno rivestito, per qualche motivo, un ruolo critico. Spesso le soglie psicologiche corrispondono a dei numeri tondi sulle quotazioni dei prezzi.
 

 


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