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| Qual'è la differenza tra un triangolo ed un cuneo? |  |
"Triangoli" e "Cunei" sono formazioni grafiche ricorrenti ed identificano una situazione di incertezza caratterizzata da un abbattimento della volatilità. Vengono identificati sia come fiigure di continuazione che di inversione (il "wedge" in onda 5 secondo la teoria di Elliott rappresenta la figura di inversione più potente).
Nella maggior parte dei casi rappresentano figure di continuazione della tendenza principale e sono identificabili in: triangolo isoscele o simmetrico, rettangolo ascendente e rettangolo discendente.
La prima tipologia è determinata da linee di resistenza e supporto convergenti, i volumi sono decrescenti e la volatilità è in contrazione.
Il triangolo assume validità nella misura in cui la sua rottura avvenga in prossimità dei 2/3 dello stesso: una rottura all'apice non ha validità poichè è inevitabile. Sovente si assiste successivamente ad un pull-back sulla trend line violata.
Gli obiettivi di prezzo si determinano proiettando la distanza tra il massimo e il minimo dellla figura dal punto di rottura o tracciando una parallela dal lato del triangolo a partire dall'estremo opposto.
I triangoli rettangoli si differenziano per la presenza di minimi o massimi allo stesso livello.
I "Cunei" sono formazioni grafiche indicative di una continuazione della tendenza principale, ma presentano linee di contenimento opposte rispetto alla tendenza stessa, fattore che li differenzia dai triangoli.
Anche i cunei possono essere ascendenti/discendenti.
Nel primo caso sono figure di continuazione di una tendenza principale ribassista, nel secondo caso di una tendenza rialzista.
Il completamento dlla figura avviene in presenza della rottura nella direzione del trend.
L'obiettivo, anche qui, viene calcolato ribaltando la lunghezza del lato verticale dal punto di rottura verso l'alto in caso di cuneo discendente, verso il basso in caso di cuneo ascendente.
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