Con il termine divergenza , nella disciplina dell’analisi tecnica , ci si riferisce ad un comportamento opposto di due strumenti o studi che generalmente hanno un andamento omogeneo. Nella maggior parte dei casi le divergenze si riferiscono all’andamento dei prezzi nei confronti di un particolare indicatore od oscillatore tecnico. In particolare si registra una divergenze positiva o rialzista quando, di fronte ad un andamento discendete delle quotazioni, un particolare indicatore mostra primi segnali di rialzo, anticipando un tal modo una prossima inversione positiva nel trend ribassista dei prezzi. Un tipico esempio di divergenza positiva č quello che si registra nelle fasi finali di un trend discendente dove, a fronte di una successione di minimi decrescenti registrati dai prezzi, l’indicatore ( per esempio l’RSI) registra due minimi fra loro crescenti ( comportamento definito Bottom Failure Swing), anticipando in tal modo un possibile rimbalzo anche nell’andamento delle quotazioni ( si veda il grafico fig. 1). Figura 1: esempio di divergenza positiva 
Si definisce d’altra parte divergenza negativa o ribassista una situazione grafica tale per cui, a fronte di massimi in successione crescenti sul grafico dei prezzi, l’oscillatore considerato (Rsi) non riesce a registrare nuovi picchi massimi ( Top Failure Swing) e mette a segno due picchi fra loro in successione decrescenti.
Figura 2: divergenza negativa 
Il concetto di divergenze č spesso anche applicato al confronto fra il comportamento dei prezzi e quello dei volumi di scambio. Secondo la teoria classica dell’analisi tecnica, infatti, i volumi dovrebbero espandersi nella direzione del trend. Se la tendenza č al rialzo i volumi dovrebbero essere elevati nei movimenti di salita e contrarsi nelle fasi laterali o correttive. Pertanto in un trend al rialzo, a fronte di nuovi massimi sul grafico dei prezzi, una decisa flessione nei volumi di scambio, identifica una divergenza negativa o ribassista fra prezzi e volumi .
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