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Domande ricorrenti
Generale - Prezzi, arrotondamenti - Assicurazioni - Banche - Imprese
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Per convertire un valore da euro a lire cosa bisogna fare?
Moltiplicare il valore in euro per il tasso di conversione di 1936,27 e arrotondare per eccesso se il primo decimale è maggiore o uguale a 5, per difetto se è minore di 5.
Si possono aumentare i prezzi in euro?
In paesi da economia di mercato le imprese fissano liberamente i prezzi dei propri prodotti e servizi e così potranno fare anche con l'euro se le condizioni di mercato glielo permetteranno; le autorità nazionali vigileranno solo che non vi siano aumenti spropositati ed ingiustificati che si mascherano dietro al passaggio all'euro
Se trasformo un prezzo da lire in euro ottengo molti decimali: come mi devo comportare?
La regola per l'arrotondamento è a seguente: se il terzo decimale è uguale o maggiore di 5, atrrotondo al centesimo superiore; se è inferiore a 5 arrotondo al centesimo inferiore. Quindi: 11,541 = 11,54; 11,545 = 11,55; 11,558 = 11,56
Devo rispettare sempre le regole di conversione e arrotondamento?
Finché i prezzi sono fissati in lire il loro controvalore in euro può solo essere il risultato della conversione e dell'arrotondamento secondo le regole comunitarie; quando i prezzi vengono fissati in euro, possono essere fissati a piacere
Se nel mio listino ho un prodotto che costa meno di 100 lire, quanti decimali devo usare quando converto il suo prezzo in euro?
Per facilitare la conversione di valori molto piccoli (microprezzi) la legge consente di utilizzare nei listini in euro il numero di decimali che si ritiene opportuno, fatte salve considerazioni commercaili sulla leggibilità dei prezzi; questo valore può essere mantenuto in tutti i calcoli intermedi sino a quando non si arriva ad un importo che deve essdere autonomamente pagato o contabilizzato (es. l'imponibile di una fattura). questo valore deve necessariamente avere solo due decimali.
Un commerciante è obbligato a esporre i prezzi in euro nel periodo transitorio?
In Italia non esiste nessun obbligo alla doppia esposizione dei prezzi, anche se questa viene raccomandata sia per aiutare sia i clienti che il personale a familiarizzare con l'euro.
Se l'euro e la lira sono uguali, un negozio deve accettare i pagamenti in euro anche prima del 2002?
Poiché un commerciante è obbligato ad accettare come pagamento solo le banconote, può rifiutare un pagamento in euro prima del 2002 perché questo è necessariamente fatto con strumenti diversi dalle banconote.
Nei primi due mesi del 2002 i commercianti saranno obbligati a dare il resto in euro?
Essendo le due monete del tutto equivalenti, non esiste alcun obbligo anche se questo sembra essere l'orientamento dei grandi gestori di contanti perché facilita alcune operazioni e accelera la sparizione del contante in lire.
Se nel 2002 un negoziante ha i prezzi in euro, posso pagare lo stesso in lire?
Poiché le due monete sono perfettamente sostituibili il cliente può pagare l'equivalente in lire del totale dello scontrino in euro: l'operazione può essere più lunga e comportare qualche piccola differenza ma è assolutamente legittima.
Nel 2002 posso staccare assegni in lire?
Dal 1° Gennaio 2002 a lira non ha più valore scritturale, ovvero può essere utilizzata solo per i pagamenti in contanti: gli assegni in lire datati 2002 non possono essere né fatti né accettati perché denominati in una moneta che non esiste più.
Con l'euro i prezzi diminuiscono?
Si avrà un'apparente diminuzione dei prezzi perché verranno divisi per il tasso di conversione, ma questo dovrà essere fatto nel rispetto delle regole comunitarie e nazionali. Non si può dare per scontato nessun effetto in una direzione o nell'altra sulla generalità dei prodotti.
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| Numero Verde
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Domande sull'euro?
Chiamate Pronto Euro, il numero euro della
Camera di Commercio di Milano. |
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