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MUTUI
Scendono i prezzi:
è il momento di acquistare?

di Luigi dell'Olio

Prezzi delle abitazioni e tassi dei mutui in calo. Con il mercato immobiliare che continua a scendere, cresce la tentazione: è il momento di acquistare o aspettare ancora? E, in caso di risposta affermativa, meglio puntare sul tasso fisso – mai così basso – o affidarsi al variabile? Premesso che si tratta di una scelta strettamente legata alla situazione dei singoli, proviamo a vedere quale scenario si va configurando.

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Scendono i prezzi, ma la ripresa è vicina
Secondo l’ultimo rapporto del centro ricerche Nomisma, nel primo trimestre c’è stato un calo del 12,5% di compravendite rispetto allo stesso periodo del 2008 e di un terzo rispetto a due anni prima, vale a dire alla vigilia della crisi. Si sono allungati i tempi di vendita, arrivati ormai a 6,1 mesi per le abitazioni e a 7,6 mesi per gli uffici. Intanto, i prezzi delle case sono scesi del 3,7% anno su anno per quanto concerne le abitazioni nuove, del 3,4% sul fronte usato e del 2,1% tra gli uffici. L’insieme di questi dati viene letto dagli analisti in due modi: innanzitutto ci sono meno soldi nelle tasche degli italiani, per cui si concludono meno contratti. Le famiglie, nel corso dell’ultimo anno, hanno risparmiato più che in passato, sia in Italia che all’estero: un atteggiamento di protezione rispetto al timore del perdurare della crisi economica in atto. Ma chi i soldi li ha, fa di tutto per allungare le trattative o rinuncia all’acquisto, nella speranza che la discesa continui. Spulciando il rapporto di Nomisma si scopre, però, che il peggio dovrebbe essere alle spalle. Il 2010 non si prospetta come un anno boom, ma gli analisti vedono una stabilizzazione prossima, con possibilità di leggera ripresa.

Interesse vivo sul mattone
In un quadro di incertezza generale, rivela l’istituto di ricerca, si riaccende l’interesse potenziale nei confronti del mattone, da sempre considerato il bene rifugio per antonomasia. La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un’abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (si tratta di circa 3,5 milioni di famiglie che salgono a oltre 7 milioni se si aggiungono anche quelle “poco interessate”). Chi acquista una abitazione, negli ultimi mesi, lo fa sempre più attraverso mezzi propri (il 30%, contro il 20% di un anno fa) e non attingendo da risorse a debito. Quindi, i soldi un tempo destinati ad azioni e fondi comuni, oggi finiscono per lo più nell’acquisto della casa.

Le opzioni del mutuo
Per il restante 70% della popolazione resta l’opzione mutuo. L’Euribor a tre mesi, ossia il tasso che la maggior parte delle banche applicano per i mutui a tasso variabile – per poi aggiungere lo spread, che costituisce il loro guadagno -, è sceso sotto la soglia dell’1%. Si tratta del minimo storico. Lo stesso vale per l’Eurirs (indicatore del tasso fisso), che viaggia intorno al 2,7%. Una differenza considerevole, che sta spingendo molte famiglie a preferire l’opzione variabile. Dall’Osservatorio MutuiOnline emerge che questa opzione è stata preferita nel primo semestre dell’anno dal 49,2% dei mutuatari, contro il 17,2% del secondo semestre 2009. Anche il dato dei mutui erogati inizia a rispecchiare la tendenza verso il tasso variabile iniziata con la discesa dei tassi di riferimento: le erogazioni di mutui a tasso variabile hanno raggiunto il 34,5% del totale.

Confronta le offerte di mutuo e risparmia

A questo punto non resta che scegliere, ricordando il principio base: chi opta per il tasso fisso sa già oggi che rata pagherà per tutta la durata del mutuo, per cui deve essere disposto a pagare una maggiorazione. Chi punta sul variabile risparmia subito, ma deve mettere in conto possibili rialzi quando arriverà la ripresa, con il conseguente incremento dei tassi da parte della BCE.



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