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MUTUI Ottenere un mutuo?
È sempre più difficile!
di Fausta Chiesa
Detto, fatto. La Banca centrale europea ha alzato il costo del denaro, portando il tasso di interesse al 4,25%. Si tratta del livello più alto da quasi sei anni. La decisione, che mira a contenere l’aumento dei prezzi che a giugno ha toccato il 4%, era ampiamente attesa e quindi già assorbita dai mercati. Il che significa che anche l’Euribor, cioè il tasso europeo a cui fanno riferimento le banche e dal quale dipende l’andamento dei mutui a tasso variabile, si è già almeno parzialmente adeguato al rialzo. In pratica, chi ha stipulato un prestito per acquistare la casa a tasso variabile dovrebbe già essersi accorto che la prossima rata da pagare sarà più salata.
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Così l'effetto del rialzo dei tassi della Bce sui tassi interbancari si era già prodotto un mese fa, quando il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, aveva preannunciato la stretta monetaria. L’impatto che si è avuto è stato il rialzo dell'Euribor a un mese dal 4,39% medio di maggio al 4,46% dei giorni scorsi. L’annuncio del rialzo, avvenuto il 3 luglio, ha comunque avuto ripercussioni sull’Euribor. In quel giorno, infatti, la scadenza a 3 mesi è salita dal 4,86% al 4,97, il livello più elevato dal dicembre 2000. E per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile la storia è ormai da tempo la stessa: molto amara.
Mutuo, quanto mi costi
Gli esperti dicono che l’ultimo rialzo peserà per 6 euro sulla rata mensile di un prestito ventennale da 100mila euro stipulato tre anni fa. Poca roba, se fosse soltanto questo. Ma quello che pesa sulle tasche dei cittadini è il conto pagato complessivamente negli ultimi tre anni, cioè da quando i tassi sono aumentati di due punti percentuali passando da 2,25% all’attuale 4,25%. Sullo stesso tipo di prestito, dal 2005 al 2008 è stato calcolato un aumento della rata di oltre il 25%. Secondo l’associazione dei consumatori Adusbef, dal 2005 per i mutui da 100 mila euro gli aumenti varieranno:
di circa 1.588 euro per i decennali,
di quasi 2 mila l'anno per i trentennali.
Peggio andrà per quelli da 200 mila euro. Si calcola un aggravio minimo:
di 3.177 euro l'anno per i decennali,
di quasi 4mila per i trentennali.
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Uno sguardo al futuro
Che cosa farà la Bce quando si riunirà i prossimi mesi? Oltre all’andamento del prezzo del petrolio, è questo il secondo fattore che incide maggiormente sulle nostre tasche. In base a quanto detto dal presidente Trichet, l’ultimo rialzo dovrebbe essere una mossa isolata e non sarà seguita da una fase di rialzi a catena. Discorso diverse per l’Euribor, che dopo il 9 luglio, quando cioè la manovra sarà operativa, potrebbe rimettersi a salire. Nelle prossime settimane c’è chi prevede l’Euribor a un mese al 4,55% e addirittura lo sfondamento del 5% per il tasso a 3 mesi.
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