L'interesse è il compenso che si paga per il prestito
di un capitale, in misura percentuale e con riferimento generalmente all'anno.
L'interesse può essere semplice o composto.
E' semplice se gli interessi non producono interesse: ossia il capitale fruttifero rimane invariato qualunque
sia la durata dell'impegno. E' composto quando
gli interessi si aggiungono al capitale per produrre
a loro volta interesse.
I tassi di interesse comunemente applicati sono:
"fisso" o "variabile", ma recentemente si sono diffusi anche i mutui a tasso "misto". Esistono poi ulteriori tipologie di tasso: il tasso "capped rate" e il tasso
"bilanciato".
Si parla di "tasso fisso" quando questo non varia durante la durata del prestito.
Si parla di "tasso variabile" quando il tasso varia
in dipendenza di determinati parametri, quali i tassi
del mercato monetario o finanziario (ad esempio Libor, Euribor, ecc.). Ai parametri di base viene applicato
uno "spread" che costituisce il rendimento della Banca.
Si parla di "tasso misto" quando durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze
e alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente scegliendo tra tasso fisso e tasso variabile.
Il "tasso capped rate" (detto anche "CAP") è invece
un tasso variabile con un limite massimo predeterminato oltre il quale il tasso d'interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo.
A tale garanzia corrisponde in genere uno spread applicato più elevato che per il tasso variabile normale.
Il "tasso bilanciato" (o mix) è così chiamato perché composto da una parte a tasso fisso e una a tasso variabile. La composizione tra le due parti può essere scelta tra diversi mix, a seconda del peso
che si preferisce dare al tasso fisso rispetto
a quello variabile.
La scelta tra i diversi tipi di tasso dipende dalla posizione del richiedente il mutuo e dalle sue personali conoscenze finanziarie. Esistono comunque dei criteri di massima
che possono indirizzare la scelta.
IL TASSO FISSO È CONSIGLIABILE A CHI:
- vuole conoscere gli importi delle rate per tutta
la durata del mutuo;
- vuole conoscere l'ammontare complessivo
del debito contratto;
- vuole avere un reddito fisso;
- prevede un'inflazione in crescita.
IL TASSO VARIABILE È CONSIGLIABILE A CHI:
- prevede un calo dell'inflazione e quindi del costo
del denaro;
- ha un reddito medio-alto;
- è più propenso al rischio.
IL TASSO MISTO È CONSIGLIABILE A CHI:
- sottoscrive un mutuo in un periodo di particolare incertezza sull'andamento futuro dei tassi;
- preferisce non prendere subito una decisione definitiva sul tasso;
- vuole poter adattare il tasso del mutuo alle future condizioni del mercato.
IL TASSO CAPPED RATE È CONSIGLIABILE A CHI:
- vuole mantenere la flessibilità del tasso variabile limitandone i rischi;
- non vuole rinunciare alla garanzia di un tasso fisso senza però sopportarne i maggiori costi.
IL TASSO BILANCIATO È CONSIGLIABILE A CHI:
- ha una maggiore conoscenza delle dinamiche
dei tassi d'interesse;
- vuole personalizzare il tasso del mutuo sulla base delle proprie preferenze tra i tassi d'interesse;
- cerca il miglior equilibrio tra le caratteristiche
del tasso fisso e del tasso variabile.
Infine, alcune Banche, indipendentemente dalla scelta del tipo di tasso, offrono degli interessi "promozionali" molto bassi per un breve periodo iniziale, con lo scopo
di attrarre più clienti.
Il tasso applicato in questo breve periodo iniziale
(tre-sei mesi) è solitamente detto "tasso d'ingresso". Terminato tale periodo viene applicato il tasso normale (detto "tasso a regime"), che è più elevato, fisso
o variabile che sia.
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