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PRESTITI PERSONALI La cessione del quinto dello stipendio
di Fausta Chiesa
Vuoi rimanere alla larga dai mutui con la rata che impazzisce? Puoi farlo, anche se devi essere tra coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. In Italia, infatti, esiste una legge che consente ai dipendenti pubblici e a quelli privati di ottenere un finanziamento in modo facile, sicuro e veloce.
Si chiama cessione del quinto dello stipendio ed è una particolare forma di finanziamento che preleva direttamente dalla retribuzione mensile da lavoro dipendente la rata da pagare: l'importo di quest'ultima non può essere superiore a un quinto del tuo stipendio netto. La restituzione dei soldi presi a prestito avviene dunque con trattenuta diretta e automatica e spetta al tuo datore di lavoro rimborsare periodicamente l'importo della rata, con la responsabilità di effettuare puntualmente e regolarmente il pagamento.
Per richiederlo, devi essere assunto da almeno 5 anni se sei un dipendente pubblico e da un anno se sei nel privato. Poi bastano un documento di identità, la residenza in Italia, il codice fiscale e l'ultima busta-paga. Il prestito può essere contratto per un periodo compreso tra i 2 e i 10 anni. L'importo massimo varia a seconda dell’istituto finanziatore e dipende dall'ammontare del Tfr accumulato, dagli anni di anzianità e dall'importo della retribuzione mensile.
I vantaggi sono diversi:
non c’è bisogno di alcuna motivazione . Si tratta di un prestito non finalizzato: questo significa che, a differenza dei prestiti al consumo, la somma ricevuta non è destinata all’acquisto di un determinato bene (la casa, un’automobile) e non viene richiesta nessuna informazione sulla destinazione del finanziamento;
l’erogazione del prestito è rapida , si può avere un anticipo in 48 ore;
non c’è bisogno di un garante né di una fideiussione, la garanzia del prestito risiede esclusivamente nella stabilità del posto di lavoro;
è possibile estinguere il debito anticipatamente senza penali o costi aggiuntivi, ma questa possibilità dipende dall'ente finanziatore.
Già, ma che cosa capita se si perde il posto di lavoro o si danno le dimissioni? Il datore di lavoro trattiene direttamente dalla liquidazione la parte di debito rimanente. Se la liquidazione non basta, devi continuare a pagare le rate per la parte restante all’istituto che ti ha finanziato. In ogni caso, il contratto prevede automaticamente due polizze assicurative (rischio "vita" e rischio "impiego") che si attivano in caso di morte o di perdita involontaria dell’impiego, che sono già incluse nel costo della rata mensile, che resta fissa per tutta la durata del finanziamento.
Fin qui tutto chiaro, ma rimane da sapere la cosa più importante: il tasso d'interesse . La legge prevede che sia fisso e che non possa essere modificato nel corso del tempo, ma a quanto ammonta? La questione va pattuita con l’istituto che finanzia. Sul contratto sarà chiamato tasso annuo nominale o TAN. Ma il vero barometro della convenienza di un preventivo è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) , un indice che comprende il costo complessivo del finanziamento (gli oneri accessori quali spese di istruttoria, spese di apertura pratica, spese di incasso delle rate e spese assicurative).
Su Internet le società che offrono finanziamenti si sprecano, non rimane che farsi fare un preventivo e trovare il miglior offerente.
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